mercoledì 29 giugno 2011

Archeologia. Le 600 monete della dea Tanit

 L'immagine non si riferisce al ritrovamento, è da ritenersi solo dimostrativa.



Un «tesoretto» di circa 600 monete bronzee del terzo secolo avanti Cristo è stato scoperto a Pantelleria. Il ritrovamento è il primo concreto risultato delle indagini archeologiche subacquee per la valorizzazione di siti sommersi nelle acque di Cala Tramontana a Pantelleria iniziate alcuni giorni fa. 
Il progetto è stato finanziato da Arcus Spa, la società del Ministero dei beni culturali per lo sviluppo dell'arte, e sarà realizzato da Pantelleria Ricerche soc.cons.arl, dalla Soprintendenza del Mare della Regione siciliana, dalla Soprintendenza dei beni culturali di Trapani e dal Dipartimento di Storia dell'Università di Sassari con il coordinamento scientifico di Sebastiano Tusa. Nella stessa zona la Soprintendenza del Mare della Regione siciliana aveva già evidenziato le tracce del relitto lasciandone i reperti in sito e realizzando un itinerario archeologico subacqueo già visitabile da anni. Le monete recano una testa di donna con lo sguardo rivolto verso sinistra, l'acconciatura, che mostra alcune varianti, è sostenuta da una corona di grano. La figura è identificabile con la dea Tanit. Nel rovescio c'è invece una testa di cavallo che guarda a destra, elemento che potrebbe essere determinante per l'attribuzione della zecca. «Ad una prima analisi - dice Pier Giorgio Spanu, docente dell'Università di Sassari - le monete sembrano infatti di epoca sardo-punica e siculo-punica.

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