martedì 12 giugno 2018

MAJOLLO in CANADA





Era il 6 settembre del 1522 quando i 18 superstiti, della spedizione di Magellano, fecero ritorno con la nave Victoria. Antonio Pigafetta era tra loro. Di quel viaggio abbiamo, anche, le relazioni di Francisco Alvo, di Giovanni Barros, di un Anonimo Portoghese e di un Anonimo Genovese.
La notizia deve aver fatto un certo rumore in Europa, ma dove erano passati? Per le relazioni, a stampa,  bisognava attendere. Il racconto di Pigafetta ebbe, dopo, un notevole successo editoriale.
Passiamo a Genova.
Andrea Doria. (dalla Wipedia)
S'è dunque visto che Andrea Doria diventò marinaio piuttosto tardi, oltre i quarant'anni. S'adattò benissimo: riconfermato a capo della flotta, iniziò nel 1513 con due galee di sua proprietà a pattugliare il mar Ligure ed il Tirreno, contro i corsari barbareschi che costituivano una seria minaccia per la navigazione e le coste. Il successo più clamoroso lo colse all'isola di Pianosa, dove, assieme al cugino Filippino Doria, distrusse la flotta del corsaro Godoli e nel 1519 con la cattura del corsaro Gad Alì.Intanto la situazione italiana era nuovamente mutata. A Marignano (oggi Melegnano) i francesi del nuovo re Francesco I sconfissero gli svizzeri (1515). Ottaviano Fregoso accettò allora di consegnare Genova a Francesco, che lo nominò governatore della città. Il mutamento istituzionale lasciò Andrea Doria al comando della flotta, a combattere contro i corsari. A diciannove anni Carlo V era diventato il sovrano più importante d'Europa, anche se il complesso territoriale che governava era sparso su tutto il continente, unito solo dalla sua persona, essendo privo di cultura, tradizioni e storia comuni, e con il Regno di Francia proprio nel mezzo: cominciò così la contesa tra Carlo e Francesco per il predominio sul continente.
Nel 1522, alla Bicocca, gli imperiali sconfissero i francesi e, di conseguenza, di lì a poco le truppe spagnole di Prospero Colonna conquistarono Genova e la misero al sacco.
Doria e la sua flotta riuscirono, ancora una volta, a prendere il mare prima che arrivassero i nemici. Trovato rifugio nella roccaforte dei Grimaldi a Monaco, l'ammiraglio iniziò a compiere una serie di colpi di mano contro le coste occupate dagli spagnoli, passando da un successo all'altro e riuscendo pure ad evitare che Marsiglia, accerchiata dagli imperiali, si arrendesse.
L'assedio di Marsiglia (agosto-settembre 1524)
Le vittorie di Doria furono inutili. Nel 1525 Francesco I perse la cruciale battaglia di Pavia, fu catturato e trasportato a Madrid.

Passiamo alla famiglia Maggiolo, i cartografi, di Genova.
Recita la Treccani:
di Antonello Pizzaleo - Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 67 (2006)
…Durante la permanenza a Napoli, dove esercitava la sua arte come maestro privato, il M. acquisì notorietà e prestigio notevoli: il suo nome doveva essere ben noto anche a Genova, quando, nel 1518, il doge Ottaviano Fregoso lo invitò a far ritorno nella sua città natale per assumere l'incarico di magister cartarum pro navigando della Repubblica con uno stipendio annuo di 100 lire e l'obbligo di risiedere nello Stato genovese. Ben presto, le condizioni di lavoro, inadeguate alle aspettative maturate con il trasferimento, e le difficoltà burocratiche, connesse alla riscossione dello stipendio, risultarono tanto gravose che il M., in una supplica del 1523 al doge e al Consiglio degli anziani, chiese licenza di allontanarsi da Genova. Nell'esposto lamentava i danni patiti dalla sua attività e dai suoi beni durante il saccheggio di Genova del 1522 a opera delle truppe imperiali, danni ai quali si aggiungeva l'onere di provvedere al sostentamento della famiglia del fratello scomparso. Con decreto del doge Antoniotto Adorno gli furono negati sia il permesso di allontanarsi dal territorio della Repubblica sia l'iscrizione del suo stipendio nel bilancio ordinario dello Stato; in compenso gli veniva assicurato il pagamento dello stipendio vita natural durante. Nel 1529 il Senato gli riconosceva, inoltre, la facoltà di trasmettere il suo privilegio a uno dei figli: Giovanni Antonio - da almeno quattro anni associato alla responsabilità della redazione delle carte - o Giacomo (altrimenti citato anche come Iacopo).
Riassumendo: abbiamo conosciuto Vesconte Maggiolo e il figlio Giacomo (Jacopo)
Dove erano Andrea Doria e Giacomo Maggiolo nell’anno 1523?
Questa domanda me la sono posta dopo aver visionato una carta a firma di Vesconte Maggiolo.


La carta si trova nella Biblioteca Ambrosia di Milano. Ci sono due date.
-Vesconte de Maiollo compose questa carta in Genova nell’anno Domini 1524 il giorno X agosto.
-Vesconte de Maiollo compose questa carta in Genova nell’anno Domini 1527 il giorno XX dicembre.          (Vesconte Maggiolo era un Cartografo: di quelli validi…)


Notare il giro di compasso da 26 unità. Parallelo centrale su Capo Verde. Meridiano centrale su Genova. Equatore, Tropici e C.Polare come da copione.
Ma come si accoppiano due giri di compasso da 26 unità? Anche Juan de la Cosa, nel 1500, dimostrò poca dimestichezza (a parte l’India spacciata per America).
A questo punto entrano in ballo le coste della NUOVA FRANCIA cartografate da Giacomo…



…Maggiolo. Notare: si usano le 32 linee (sono indispensabili) per ricreare due giri di compasso da 26 unità affiancati. Mettiamo da parte gli schemi. Vedete quel passaggio, tra l’Equatore e il Tropico, che indico con una freccia gialla?



Altra carta “atavica” sbagliata di 180°.

….la famiglia dei Maggiolo era, sicuramente genovese, lo si evidenzia da:


dal riutilizzo di una vecchia pergamena lavata male. (Guerra a parte!)



Poi c’è la versione di …Carlo V.


Nel marzo del 1525 Giovanni Vespucci fu rimosso dal suo incarico per spionaggio a favore dei Medici. L’Atlante, a cui stava lavorando, fu spedito a Papa Clemente VII ( Giulio de Medici) con la persona di Baldassarre Castiglioni: è noto come Planisfero Castiglioni. La data è fondamentale. La data recita 1525. In questo planisfero la costa orientale degli USA è tratteggiata.
Sarebbe fondamentale la corretta lettura della toponomastica.
Nel 1529 Diego Ribeiro ci ripropose la copia sputata di questo planisfero ma:

dalla Wikipedia.
Lucas Vázquez de Ayllón (Toledo, 1475 circa – San Miguel de Guadalupe, 18 ottobre 1526) è stato un esploratore spagnolo. Coltivatore di canna da zucchero sull'isola Hispaniola, Lucas Vásquez de Ayllón comandò sei navi con 500 coloni, approvvigionamenti e bestiame, partendo da Santo Domingo a metà luglio 1526. Dopo avere esplorato la Georgia e costeggiato la Carolina, (a Cape Fear), sbarcò nella Winyah Bay l'area dell'attuale Carolina del Sud il 29 settembre 1526 (Festa degli Arcangeli ).
Egli scoprì la Chesapeake Bay e fu il primo navigatore che tentò di trovare un passaggio a nord-ovest fra l'Europa e l'Asia. Inviò una spedizione in Florida sotto il comando di Francisco Gordillo, che nel giugno 1521 prese terra alla latitudine di 33 gradi, 31 primi, vicino Cape Fear in Carolina del Nord. Durante la ricerca del passaggio a nord-ovest, Ayllon partì da Hispaniola nel 1524 e scoprì il fiume James e Chesapeake Bay. Ricevette da Carlo V una concessione sulla terra che aveva scoperto.
Diego Ribeiro ci ripropone la toponomastica della Tiera de Ayllon. Però il signor Lucas Vazquez da Ayllon cercava il passaggio che segnalò… Giovanni da Verrazzano.


Quella carta di Vesconte Maggiolo, con il Mare Indicum, permette di mettere a fuoco un preciso momento storico. Le immagini parlano da sole.

Della carta di Maggiolo va letta, attentamente,  la toponomastica….


Curioso trovare un’ISOLA MAIOLLO GENOVESA e un DORIUS PROMONTORIUS. Nulla a che vedere con la Toponomastica che riporterà Ramusio per il Viaggio di Giovanni da Verrazzano del 1524, a parte l’Annunziata.



Carta di Girolamo Verrazzano; fratello e cartografo di Giovanni.


E passiamo al Giovanni da Verrazzano (che fu in contatto epistolare con Vesconte Maggiolo; da quello che si legge).
Scrive testuale ( Ramusio per …) Giovanni da Verrazzano:
…Battezzammo con il nome di Annunziata, perché ricorreva la festa dell’Annunciazione, la località dove si trova un istmo largo un miglio e lungo circa duecento in cui, stando sulla nave, si poteva scorgere il mare orientale a metà strada tra occidente e settentrione (direzione nord/ovest) che sicuramente è quello che bagna le estremità dell’India, della Cina e del Catai….



Il Viaggio era iniziato il 17 gennaio del 1524 e la relazione al re di Francia, Francesco I, fu inviata da Dieppe il giorno 8 luglio del 1524.

La lettera di Giovanni da Verrazzano è comprensiva di una postilla finale:
“A Leonardo Tebaldi o a Tomaso Sartini, mercanti in Lione. Manderetolo a Bonacorso Ruscellai”
Immagino quante persone (spie di Carlo V) avranno letto e copiato quella lettera.
Anche Ramusio ne diete alle stampe …. una copia.

A questo punto un piccolo ripasso storico.
Papa Alessandro VI (Borgia) tracciò la mitica Raya. Di qua i Portoghesi e di là i Castigliani.
Scomunica per chi infrangeva.  1522: Genova fu saccheggiata dalle truppe imperiali.
                E c’è la carta di Giacono Vesconte .
Nel 1524 un fiorentino, tale Giovanni da Verrazzano, per conto del Re di Francia, varca la mitica Raya.  1527 arrivarono a Roma i Lanzichenecchi; il papa era Clemente VII (Medici).
Provate a immaginare  quale sfida fu il viaggio di Verrazzano. Etc etc.
Tratto da : Archivio Storico Italiano : Tomo XXVI  1887
Articolo di :  C. DESIMONI  - Genova, 15 giugno 1877.  
…Ramusio ammettendo un nuovo viaggio aggiungeva, che Verrazzano disceso ad una costa ignota e selvaggia fu da quegli indigeni preso, arrostito e mangiato; Gonzales de Barcia (1) e Bernardo Diaz asserirono invece che egli fu catturato presso alle Canarie da navi spagnuole e appiccato come pirata. I due ultimi documenti che reca il chiarissimo Murphy dimostrano, senza più lasciare appiglio a dubbi, che la versione di Barcia e di Diaz è la vera. Sono lettere del licenziato Giovanni de Giles , le quali raccontano come Giovanni Verrazzano in principio d' ottobre del 1527 fu fatto prigione in mare con tutto il suo equipaggio da una squadra basca, fu condotto dapprima a Cadice, fu di colà inviato a Madrid, ma giunto a Colmenar de Arenas (tra Salamanca e Toledo) un ordine di Carlo V in data di Lorna 13 ottobre stesso anno lo fece fermare colà, dove in novembre fu infatti appiccato. Un gentiluomo francese preso in sua compagnia fu condannato alla galera perpetua.
Si capisce facilmente che l'Imperatore volle toglier di. mezzo quell’ uomo perchè era il più temibile de' nemici della Spagna; e dico temibile non tanto per le piraterie che si esercitavano dalle due parti ed anche da ammiragli o vice, come fu anche pirata il Colombo francese Di Caseneuve; ma specialmente perchè Verrazzano conosceva e guidava i Francesi a quelle regioni, sulle quali la penisola iberica pretendeva il privilegio della proprietà e de' commerci, e donde traeva ricchezze sfondolate.
(1)        Ensayo chronologico para la historìa general de la Florida, Madrid, 1723.
E concludo con il Planisfero Castiglioni.


Siamo nel 1525 (marzo). Giovanni Vespucci (e posso dimostrarlo!!!) riporta il Golfo del Bengala a posto del Golfo del Messico. Riporta un nuovo profilo per le coste USA/CANADA. Per la zona Giava, Sumatra e il Borneo comincia a disegnare qualche profilo incompleto ma preciso.

Il grave problema che si riscontra in tutte queste carte è la posizione della Terra dei Lavoratori.


I fratelli Corte Real (portoghesi) hanno esagerato con la distanza.  Hanno approfittato di un banale errore dei Veneziani che erano a Lisbona. Era il 1502. Kiushu (isola giapponese) è diventata la mitica Terranova.
Anche Battista Agnese, per posizionare le terre scoperte per il Re di Francia, ha avuto problemi.


Siamo nel 1544.
Credetemi: disegnare un giro di compasso a 32 … direzioni non è semplice.


Tutti usano giri di compasso da 16. Le altre 16 linee a cosa servono?
Anche Reis le riporta con tanta precisione.
Piccola parentesi:  Nella carta di Reis ho evidenziato il Tropico del Cancro e l’Equatore. Ho evidenziato l’incrocio sulle Isole di Capo Verde. A questo punto si dovrebbe riportare in scala questa carta con le altre del periodo. Si sincronizzano gli schemi con l’incrocio di Capo Verde e ci si rende conto che il C.Polare Antartico è tanto lontano. (Nessuna carta,con questi schemi,  arriva Polo Sud. Arrivano al Circolo polare Antartico. Mercatore compreso.)
Se poi si leggono i viaggi di Amerigo Vespucci … si capisce che quelle terre, disegnate da Reis, sono le Terre descritte dal Fiorentino. Vespucci è sceso sotto l’Equatore. Vespucci è l’unico che, scendendo lungo le coste del Brasile, ha virato a Sud/Est per tornare a casa.

Ritorniamo alle 32 linee. Cercherò di spiegarle con:

Angelino Dulcert (1339).  Dulcert usa due giri di compasso (azzurri) da 16 nodi (per me) o bussole minori (per loro, quelli che studiano le Carte).
Se io volessi realizzare uno schema centrale (nero) lasciando inalterati i profili costieri debbo, per forza, trasformare i due giri di compasso azzurri a 32 nodi. Dalle nuove linee ricaverò il nuovo schema centrale.


E’ questione di pratica e tanta pazienza. (Io l’ho risolta in questo modo).
Ho cambiato i profili costieri per spiegare un altro Maestro; tale Vesconte Maggiolo.
La sua Carta da navigare è alla Biblioteca Federiciana di Fano
Venne donata  alla Biblioteca di Fano nel 1862 da Luigi Masetti.
Datata intorno al 1504 e realizzata a Genova. Vesconte Maggiolo è noto, anche, come Vesconte de Maiollo o de Maiolo.
 

L’Inclinazione del suo schema … non l’ho capita. Usa uno schema da 32 per ?????


Ego Vesconte de Maiollo compoxuy anc cartam de anno domini 15,4 die VIII Juny in Ciuitatem Janua
Se ripenso al giorno che ho cercato di capire lo schema di Nicolò Caveri …
 
… mi vengono i brividi. Non c’era una linea orizzontale dritta. Era una schema a fisarmonica.



Per non parlare di tutto lo schema in generale.
In questo schema ho trovato i miei primi pezzi di Australia con tanto di Tasmania.
La datazione oscilla tra il 1502/4.
Sul genovese Nicolò Caveri (De Canerio) trovate tutto sulla Treccani o sulla Wikipedia.
C’è tutto sui suoi rapporti con Colombo.
Poi, sono passati quasi 16 anni, mi imbattei nelle questione Vespucciana. Mi capitò di leggere qualcosa di Giuseppe Caraci che citava gli studi del Magnaghi.  
Vedere anche: “Bollettino della Società geografica italiana” serie VIII, vol. IV, nov-dic 1951.
A proposito di un Planisfero di Fano (per me era turco) sono andati con la mano pesante riguardo un tale Goncalo Coelho messo a comandare le spedizioni del Vespucci in Brasile. Sono pagine e pagine di ricerche negli archivi portoghesi e brasiliani. Secondo i nostri due storici ( e ché STORICI!) il Vespucci prese il comando della spedizione per l’incapacità di chi guidava la spedizione per il Portogallo;  si è dimenticato di dirci il nome della persona. Dopo un secolo e mezzo … iniziò a circolare il nome di Goncalo Choelo per la rivendicazione della scoperta del Brasile. Tutto l’edificio costruito su questo personaggio è stato demolito. Questione interessante; molto!  In me, che mi occupo solo degli schemi, lasciò un traccia profonda. Mi capitò tra le mani la carta di un altro genovese, tale Vesconte Maggiolo. Fui colpito dal suo schema e dalle linee. Tutte dritte. Troppo! Nulla a che vedere con gli altri cartografi che tracciavano a segmenti. Tratto unico, sicuro e dritto. Era diverso pure con l’inclinazione dello schema. Ignorava come era fatto il Nord/Italia e, meraviglia, ignorava come era fatta la costa ligure. Per essere un genovese mi parve anomalo. Lo schema, invece, era di una precisione unica. Questa carta del Maggiolo è identica a quella di Caveri. Stesso periodo, stessa scuola e stessa carta. Mi sembrò normale.



E venne il giorno che scoprii che c’è Maggiolo e Maggiolo.
Trovai, inoltre, un sito: www.cristoforocolombo.com › Articoli Storici
che ripropone il mitico (per me) Planisfero di Fano e si racconta di come fu rinvenuto: è in ottima definizione.  Sto trovando in rete chi sta attaccando Vespucci (nuovamente) con questo Planisfero tirando in ballo Goncalo Coelho riguardo la scoperta del Brasile. A questo punto mi sono ricordato del Magnaghi e del Caraci e ho tirato fuori i miei vecchi appunti.

Per il Planisfero di Fano  iniziamo dalla DATA e dal NOME dello scopritore del Brasile:


TERA DE CONSALVO COIGO VOCATVR SANTA CROXE.

Da -Memorie geografiche- Istituto di Scienze Geografiche e Cartografiche, Università di Roma, Facoltà di Magistero, 1965 vol.III
Come scrisse Giuseppe Caraci : 
- ma volgiamoci a Goncalo Coelho: chi era costui?-  (Per me basta questa frase!)
E aggiunge:
-tanto che uno dei più recenti e documentati fra gli stessi critici portoghesi, il Malheiro Diaz, è costretto a ricorrere al Vespucci, cioè, una volta ancora, alla LETTERA AL SODERINI, pur dichiarando che questa “revela tantas contradicōes e tamanhos erros propositais ou involuntârios, que sō a lastimāvel circumstancia de ser ele (la Lettera) a ūnicâ testemunha neste proceso histōrico autoriza um historiador escrupoloso a guair-se, para a narrativa de uma navigacâo portuguesa, pela relacâo de um homen cujo nome nâo deixeu o menor vestigio no miliares do documentos que ainda contemporâneamente existen nos arquivos de Portugal relativos as navegaćōes”-
Se non ho capito male (traduttore automatico) negli archivi portoghesi non c’era nulla di contemporaneo e sono costretti a ricorrere alla Lettera; con tutte le sue contraddizioni.
Oggi leggo di  nuovi documenti ….
Pietro Martire d'Anghiera  (Pedro Mártir de Anglería) resta sempre un punto di riferimento come i planisferi Castiglioni/Ribeiro.
Riassumendo: a quanti riscoprono, oggi, il Planisfero di Fano, del Maggiolo, del 1504…
ricorderei che: quel particolore indizio, sulla scoperta del Brasile, è stato analizzato e accantonato un secolo fa. (Peccato che hanno analizzato solo quella zona del Planisfero.)
Il Gois, ambasciatore portoghese, rientrò in patria nel 1544. Divenne il custode degli Archivi di Stato dove erano, anche, i documenti di tutte le spedizioni transoceaniche. La CHRONICA DO FELICISSIMO REY DON EMANUEL, dove si ricorda il viaggio di Goncalo Coelho partito con sei navi alla Terra di Santa Cruz nell’anno 1503… è stata passata al vaglio.
Per quello che mi riguarda…


gli schemi….
  

      
Non mi sembrano identiche le copie che girano in rete. (Occhio all’emisfero centrale)
Sull’Autore ho molte riserve….  (ho utilizzato Battista Agnese; con Caveri è impossibile!)



Il quadrato, girato a rombo, è presente nella Pisana. Con il compasso si ottengono subito le 16 linee.
Quello che chiarisce il tutto è l’inclinazione dei due quadrati.  Se l’Autore avesse evitato di riportare le linee orizzontali e verticali allineate con i lati dei due quadrati avrebbe dato meno nell’occhio.
Qui mi fermo con lo schema. Sono andato oltre…..


Rolando Berretta







  


mercoledì 25 aprile 2018

Le Aquile volarono lontano




Il Codex Palatinus Graecus 398 (ff. 40v-54v) dell'inizio del X sec., conservato nella Biblioteca Universitaria di Heidelberg, contiene il Periplo del Mar Eritreo, il Periplo di Annone e il Cinegetico di Arriano. Nel 1597 Abramo Ortelio (latinizzato come: Abrahamus Ortelius o Orthellius, dal fiammingo Abraham Oertel; Ortels od Hortels) ci ha raffigurato questi lavori…



…. e ci sono, inoltre, gli errori di Ulisse.
Nel Mappamundi di Hereford abbiamo visto Augusto mandare Nicodosso, Teodoco, Policleto e Didimo a censire le terre. -Andate in tutto il Mondo e riferite al Senato su tutti i suoi continenti.- Nel Periplo del mar Eritreo abbiamo la prima relazione di queste esplorazioni. I Romani arrivarono fino al Gange e scesero sulla costa africana di fronte al Madagascar. Tutte le località furono censite.   
Nella tavola Peutingeriana (detta anche Codex Vindobonensis)



viene raffigurato un Tempio,  ad Augusto, vicino la città di Muziris; siamo vicino alla punta più meridionale dell’India.

Chi volesse approfondire trova tutto in Rete: a proposito dei commerci dei Romani sulla via della seta. Questo argomento lo lascio alle spiegazioni ufficiali che sono ottime e approfondite.

Per quello che mi riguarda mi sono ritrovato con i Portolani che raffigurano l’Impero Romano. Mi sono ritrovato con carte che raffigurano il Nuovo Mondo (l’America) con parti ben cartografate dell’Asia.



Oggi mi sto convincendo che i Romani fossero ottimi cartografi.  Se si osserva una qualsiasi carta che raffigura lo sviluppo della loro rete stradale, completa, se si considera che avessero una mappa generale in un loro catasto, tracciare i profili costieri era un gioco da ragazzi; vedasi i portolani.  


Questo ha ricopiato Pietro Vesconte.

A questo punto i Portoghesi mi fucileranno.



E’ la prima carta del Nuovo Mondo; fatta da Juan de la Cosa nel 1500.

I Romani non erano solo abili cartografi.

Il Faraone Hatshepsut, per spedire le sue navi nel paese di Put, utilizzò l’antichissimo “Canale dei Faraoni” che poi si insabbiò. Forse fu l’ultima spedizione ad utilizzarlo.
Sotto il dominio di Traiano, nel 106 d.C., venne realizzato l'Amnis Traianus, un canale navigabile che collegava il Mar Rosso con il Mediterraneo.

Le carte di Tolomeo lo segnalano



I Romani arrivarono anche in Australia???? (vedasi il genovese Nicolò Caveri)

  
Gettando un’occhiata alle vecchie carte, specialmente a quelle che raffigurano il Delta di Tolomeo, ci imbattiamo nella città di Babilonia e nel Fiume Traiano che arriva fino a Suez.
Se si cercano chiarimenti troviamo un  elenco di vecchi autori che ci ricordano il Canale dei Faraoni.
  


Diodoro Siculo ci ricorda perché in Egitto c’è una città di nome Babilonia.

Cap 50 ….Sesoosis, liberati i sudditi dalle incombenze della guerra, ai suoi compagni di valore concesse una vita tranquilla e la possibilità di godere i beni conquistati; dal canto suo invece, dato che era amante della gloria e mirava a lasciare di sé ricordo imperituro, fece costruire opere grandi e ammirevoli non meno per il progetto che per il costo di realizzazione, opere destinate ad assicurare a lui fama immortale e agli abitanti dell'Egitto sicurezza e tranquillità per sempre. Infatti, cominciando dagli dèi, promosse in tutte le città egiziane la costruzione di un tempio dedicato al dio che è oggetto di speciale venerazione da parte dei singoli centri urbani. Nei lavori non impiegò nessuno degli abitanti dell'Egitto, ma ricorse unicamente alla manodopera dei prigionieri di guerra; ragion per cui su tutti i templi fece apporre un'iscrizione a documentare che nessuno dei nativi aveva speso le sue fatiche in tale opera. Si racconta che i prigionieri deportati da Babilonia si ribellarono al Re, non potendo più sopportare le misere condizioni di lavoro; essi occuparono una postazione fortificata sulle rive del fiume e mantennero un continuo stato di guerra con gli abitanti dell'Egitto, saccheggiando i territori limitrofi; infine, essendo stata concessa loro un'amnistia, si stabilirono in quel luogo, cui diedero il nome di Babilonia in ricordo della patria. Per ragioni simili, secondo la tradizione, anche la cittadina di Troia, che ancor si trova sulle rive del Nilo, ricevette il proprio nome: infatti Menelao, durante il viaggio di ritorno da Ilio con molti prigionieri, sbarcò in Egitto, dove i Troiani, ribellatiglisi, occuparono una piccola porzione di territorio e continuarono a combattere finché non fu concessa loro garanzia di sicurezza e poterono fondare una città a cui diedero lo stesso nome della loro patria. Non ignoro però che a proposito di queste due città Ctesia di Cnido racconta una storia diversa, sostenendo che alcuni di coloro che vennero in Egitto al seguito di Semiramide furono i fondatori di tali città, a cui imposero il nome delle rispettive città d'origine. Ma anche se non è facile, in materia come questa, esporre con esattezza il vero, tuttavia è necessario registrare le discordanti versioni degli storici, in modo da permettere ai lettori di giudicare senza pregiudizi la verità.

Adesso sappiamo come e perchè esiste una Babilonia in Egitto. Poi si scopre che nella Cairo Vecchia esiste una fortezza romana, nota come Fortezza Babilonia, che serviva al controllo del traffico navale diretto nel Mar Rosso. Traffico che utilizzava il fiume fatto costruire da Traiano.
I conti non tornano. Controllando google/maps non si trova nulla che indichi un canale tra il Cairo e la città si Suez: un vecchio canale che va dritto a Est come riportano le carte tolemaiche.
Ho controllato che non ci fosse un canale che collegasse la città di Babilonia all’antico canale dei faraoni. Nella Wikipedia, alla voce: Uadi Tumilat, ho trovato una carta del 1880 …



Sotto la città di Zagazic c’è Bubasti con il vecchio Canale dei Faraoni che va verso la Uadi Tumilat.
Sopra la città di Bilbeis (Belbeis) sono segnalate rovine romane. Ho seguito il canale di Bilbeis e sono arrivato dritto al Cairo.
A questo punto ho fatta un primo abbozzo del Fiume di Traiano che si collega con il vecchio canale dei faraoni. Immaginiamo quale  lavoro di bonifica totale fu fatta per permettere alle navi romane di arrivare a Suez.


Tratto da:
Costantinopoli e l’Egitto -  Studi Statistici-Storici-Politici-Commerciali
Di CESARE VIMERCATI  1849  (su google)
….Ma a qual’epoca dunque il famoso canale fu lasciato ostruir dalle sabbie? Siccome Traiano si serviva di esso principalmente per far trasportare i marmi preziosi tolti alle cave del monte Fateereh, così si ha ragione di credere che l’epoca dell’ostruzione del canale coincida col tempo in cui quella cava si dovette abbandonare per appigliarsi alle altre di granito più vicine al Nilo. Wilkinson che ha fatte diligenti indagini sul luogo, ha trovato in che tempo le cave di granito del monte Fateereh furono abbandonate. Molti pezzi di colonne, e capitelli, e basamenti, e frammenti architettonici che evidentemente non aspettavano che di essere trasportati altrove per esser messi in opera, ma che invece si lasciarono al loro posto e ancor vi giacciono da secoli, provano che la comunicazione dei due mari fu improvvisamente interrotta, e che per conseguenza non poteronsi più trasportare quei pezzi già preparati. Si dovette andare in traccia di altre cave per le fabbriche romane, e un’iscrizione trovata a Syene attesta appunto che sul principio del secolo III dell’éra nostra, sotto Settimio Severo, si trovarono tali cave atte a somministrare grosse colonne e pilastri in gran numero. Dal principio del III secolo il canale rimase chiuso fino alla metà del secolo VII, ossia fino alla conquista dell’Egitto fatta dagli Arabi. Il califfo Omar provide allora al suo ristabilimento. Esso fu scavato di nuovo cominciando da Fosthath (l’antica Cairo) ripercorrendo così la traccia del canale di Traiano. E quel gran lavoro fu condotto con tanta energia che in meno di un anno per quella nuova via poterono trasferirsi a Clysma dei grossi vascelli carichi di granaglie. La navigazione continuò in tal guisa fino al califfo Almanzor il quale ordinò espressamente di chiudere il canale per impedire il trasporto dei viveri al califfato di Mohavmed-Ben-Abdoullaih che gli si era ribellato: il che avvenne verso gli anni 762-767 dell’èra nostra. Dopo quest’epoca, per quanto si può conoscere, il canale non fu più ricostruito….

Appendice:

Oggi, grazie alla  Wikimedia Commons, possiamo dare una sbirciatina diversa al mitico …

…Periplo del Mar Eritreo.

Chi volesse “leggerne” una ottima traduzione dal greco c’è il libro di Stefano Belfiore:

Chi volesse approfondire le problematiche della navigazione nel M.Rosso vedere:
I porti romani nel Mar Rosso da Augusto al Tardoantico. Un pdf di  Dario Nappo

Strabone;  che si era aggregato alla spedizione del prefetto Gaio Elio Gallo:
Eppure Gallo fece costruire non meno di 80 navi, fra biremi, triremi e vascelli leggeri, nei pressi di Cleopatris, non lontana dall’antico canale che si diparte dal Nilo. Quando si rese conto di essersi ingannato, fece costruire centotrenta navi da carico e vi fece imbarcare circa 10.000 soldati scelti fra quelli che erano di stanza in Egitto e fra gli alleati, dei quali 500 erano Giudei e 1.000 Nabatei al seguito di Silleo.  (dal lavoro di Dario Nappo. Trad. Nicola Biffi).
Correva l’anno 25 a.C.
Scrive Strabone: Cleopatris, non lontana dall’antico canale che si diparte dal Nilo.
Stiamo parlando di Arsinoe Cleopatris nella zona della città di Suez. Il canale, quello antico, c’era.

Terminerei con Diodoro Siculo (III 40) :
Alla fine del Golfo Arabico (M.Rosso), dove il Golfo subisce una contrazione e inizia una curvatura verso le regioni dell’Arabia, il mare ha un aspetto lagunare e il colore prevalente è il VERDE. Ciò è dovuto alla grande quantità di alghe che si notano nella trasparenza dell’acqua. La parte più stretta di quel mare era idonea solo alla navigazione a remi. Navi appesantite da carichi notevoli, come per il trasporto di elefanti, avevano problemi perché il fondale misurava 3 orgie (una misura di lunghezza della Grecia e dell’Egitto equivalente a circa 177,6 cm, pari a due braccia distese).


A questo punto ci sarebbero da fare i complimenti a Ortelius.

Rolando Berretta