lunedì 27 giugno 2011

IL SIMBOLO DEL FUOCO E I RITI MAGICO-PROPIZIATORI IN SARDEGNA


Il simbolo del fuoco nell’immaginario collettivo di tutti i popoli rappresenta il sole e, come tale, possiede le energie purificatrici e rigeneratrici ad esso attribuite. Il sole e il fuoco simboleggiano il principio maschile in una contrapposizione complementare con l’acqua, che rappresenta sia l’elemento femminile che la luna, si parla di complementarietà perché è fondamentale comprendere il concetto del “duale” ereditato dalle religioni antiche.

Il pensiero religioso arcaico  tendeva, infatti, all’unione degli opposti dove regnava il dio benigno della luce dando vita al cosiddetto “duale risolto”, cioè in armonia,  per raggiungere questa condizione era fondamentale il perfetto equilibrio, se uno dei due elementi prevaleva sull’altro tale equilibrio si rompeva e regnava il caos di era rignore il maligno.
Ancora oggi abbiamo delle testimonianze di quel pensiero arcaico che, a detta dei moderni propugnatori del progresso, sono ormai sorpassate, basti pensare a quel meraviglioso simbolo d’importazione che tutti noi conosciamo con il nome di Tao, dove l’armonia del duale trova la sua massima espressione di perfezione.
La Sardegna è una regione dove le tradizioni antiche si sono conservate fino a pochissimo tempo fa e, in alcune zone più conservative, queste usanze continuano a convivere col Cristianesimo creando particolari sincretismi laddove la sua azione di conversione non ha sortito l’effetto di eliminarle totalmente. Non sono mancate le critiche da parte delle autorità ecclesiastiche come accadde nel 594 d.C. quando il papa Gregorio Magno mandò una missiva ad Ospitone, il capo dei sardi barbaricini,  dove dichiarava il suo disappunto riguardo l’usanza dei sardi di adorare idoli in pietra e pali in legno e ballare intorno ad essi (si narra che le donne in tale occasione fossero a seno nudo come quelle micenee).
In Sardegna il fuoco era considerato capace di esorcizzare gli influssi negativi degli spiriti malvagi che incombevano sugli uomini, ad esso erano anche riconosciute capacità divinatorie come quella di presagire il buono e il cattivo tempo.
Un esempio di antico rito legato all’uso del fuoco, ancora oggi praticato in molte parti dell’Isola, è quello de sos fumentos cioè delle fumigazioni. Come abbiamo detto in precedenza, il fuoco era considerato il più potente elemento di purificazione e si ricorreva ai suoi poteri quando si sospettava che all’interno di un’abitazione ci fosse un’influenza malefica, oppure quando una persona, solitamente di indole calma e tranquilla, diventava improvvisamente aggressiva dopo aver transitato in luoghi considerati nefasti dove le anime in pena erano solite possedere i malcapitati.
Per liberare la persona posseduta si ricorreva solitamente all’intervento di una donna considerata in grado di interagire con il mondo dei morti e quindi depositaria di particolari poteri magici.
L’infermo veniva sistemato al centro di una stanza mentre l’officiante faceva bruciare all’interno di una tegola o di un altro recipiente simile, dei rametti di piante considerate magiche come la palma, l’issopo, la ruta (delle piante considerate magiche parleremo diffusamente in una trattazione a parte). Quando il fumo cominciava a diffondersi per la stanza la donna recitava frasi esorcistiche inframmezzate dal Miserere e, dopo aver deposto a terra il recipiente con i carboni, costringeva il malato a passarvi sopra per tre volte seguendo un percorso che riproducesse il segno della croce. Tale pratica veniva ripetuta per nove giorni o fino alla cessazione dei sintomi malefici. Il popolo era convinto che l’efficacia di questa pratica fosse dovuta al sincretismo tra il potere delle piante magiche e quello della religione cristiana.
Sempre a proposito dell’elemento fuoco quale fattore di sincretismo religioso non possono mancare i riferimenti a due grandi feste in onore di due santi molto famosi nella nostra Isola, S. Antonio e S. Giovanni. Entrambe le feste traggono la loro origine nel sostrato pagano e grazie ad esse è stato istituzionalizzato e tramandato di generazione in generazione.
Il 17 gennaio si festeggia S. Antonio, famoso per il suo dominio sul fuoco oltre che essere protettore degli animali, la notte della vigilia  di tale festa si accendono dei grandi falò nelle piazze delle chiese di tutti i centri dell’Isola. In origine questa festa era dedicata al dio fecondatore e con il cristianesimo trovò accoglimento nella nuova religione: oggi il sacerdote esce dalla chiesa e compie tre giri intorno al fuoco benedicendolo. L’accensione del falò avviene con un rito solenne e rappresenta la parte più importante di tutto il rituale perché in base al modo in cui le cataste di legno prendono fuoco si può fare un pronostico per la successiva annata agricola, se la fiamma sale su immediatamente il raccolto sarà buono, in caso contrario si temono carestie.
Per quanto riguarda la festa di S. Giovanni va fatto un breve preambolo relativo al periodo precedente il cristianesimo, questo giorno anticamente era considerato sacro come il primo giorno dell’anno e da esso si potevano trarre presagi. Il Sole, che simboleggia il fuoco divino, in questo giorno entra nella costellazione del Cancro, che invece simboleggia le acque essendo dominato dalla Luna, realizzando in tal modo, anche dal punto di vista astronomico, l’unione degli opposti di cui abbiamo già accennato. Il fuoco di S. Giovanni è una delle tradizioni più diffuse in tutta l’Isola, in particolar modo il rito del comparatico che lega due persone per tutta la vita facendole divenire compari o comari. I giovani che intendono unirsi devono seguire un preciso rituale che consiste nel saltare insieme il fuoco descrivendo una croce, poi si recano presso una fonte dove si bagnano e bevono l’acqua trattenendone una parte in bocca fino al rientro nel luogo di partenza.
I legami di entrambi i riti con la fertilità, l’anno agricolo e, in generale, il calendario precristiano sono evidenti, sarebbe interessante approfondire gli elementi relativi alla numerologia che si riscontra anche in altre tradizioni, noi ci proveremo con molta prudenza nei prossimi post.  


Fabrizio e Giovanna



Le notizie sono tratte da : Bonaria Mazzone, I Sardi un popolo leggendario, Giulio Malvani, Della sapienzialità templare e da indagini sul campo.

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