lunedì 18 febbraio 2013

Strabone e la Sardegna



Intanto, chi era Strabone?
Eclettico, storico, politico, letterato, nato ad Amasea nel Ponto, nel 64 a.C. e vissuto a Roma.
La sua opera principale, cui lavorò per tutta la vita, è conosciuta come Geografia. Quest'opera comprende 17 libri e tra questi i libri V e VI sono dedicati all'Italia. Geografia è un'opera monumentale, che comprende la descrizione dei luoghi ma anche molte informazioni storiche e mitologiche. Per esempio, buona parte del libro V Capitolo 1 è dedicato ai Pelasgi, popolazione mitica che pare si sia spostata per tutto il mediterraneo. 
Ora voglio evitare di annoiarvi e parlarvi della parte che oggi più mi interessa, la Sardegna e per farlo vi leggerà alcuni passi del libro V, capitolo 2, paragrafo 7 che inizia descrivendo l'isola di Corsica e i suoi abitanti per poi passare alla Sardegna:
"la lunghezza della Sardegna è invece di 220 miglia, la larghezza di 98 miglia."
Queste le dimensioni attribuite all'isola. Strabone aggiunge che per alcuni autori il perimetro della Sardegna sarebbe di circa 4000 stadi, dove lo stadio era una unità di misura che valeva circa 178 metri; dunque la Sardegna aveva un perimetro di circa 712 km, molto meno di quanto sia attualmente. Sembra infatti che le misure in miglia di Strabone siano più vicine a quelle attuali di quelle riferite da altri autori. Ma proseguiamo.
Strabone racconta che la maggior parte della Sardegna era rocciosa e non del tutto pacificata. Possedeva molta terra fertile di ogni prodotto e in particolare di grano. Inoltre vi si trovavano molte città fra cui le più importanti erano "Caralis e Sulci", ovvero Cagliari e Sant'Antioco. Dice Strabone che:
"alla bontà dei luoghi fa riscontro una grande insalubrità"
essendo l'isola malsana in estate in particolare nelle regioni più fertili. Forse facendo riferimento alla presenza di paludi e probabilmente delle malattie dovute alle zanzare, come la malaria.
"queste stesse regioni sono continuamente saccheggiate dagli abitanti delle montagne che si chiamano Diagesbei, mentre una volta erano chiamati Iolei".
Ecco che Strabone riporta in sintesi la stessa origine mitica degli Iolei che potete trovare in Pausania e di cui ho già parlato.
"Si dice infatti che Iolao, conducendo alcuni dei figli di Eracle, venne qui e che essi abitarono insieme ai barbari che occupavano l'isola: costoro erano Tirreni (ovvero Etrusci o Tusci come li chiama lo stesso Strabone qualche pagina prima), ma poi il dominio passò ai Fenici provenienti da Cartagine insieme ai quali combatterono contro i Romani. Sconfitti, tutto passò sotto il dominio Romano."
Riassumendo, Iolao arrivo in Sardegna e la trovò abitata da Tirreni (Etruschi), convivette con essi fino all'arrivo dei fenici che conquistarono l'isola che poi venne conquistata dai Romani.
Strabone aggiunge qualche notizia dei popoli presenti:
"ci sono quattro tribù delle montagne:  i Parati, i Sossinati, i Balari e gli Aconiti, che abitano tutti nelle caverne e se possiedono delle terre seminabili non si preoccupano di farlo ma depredano i prodotti di quelli che lavorano, sia di quanti abitano li, sia navigando, di quanti abitano sul continente antistante, in particolare i Pisati"
Sembra dunque che queste tribù selvaggie esercitassero una qualche forma di pirateria raggiungendo il continente per depredare. Strabone racconta che l'impresa di conquistare la Sardegna da parte dei Romani non è ancora completa e che gli strateghi inviati da Roma usano assalire gli isolani quando si riuniscono per festeggiare dopo aver fatto qualche grosso colpo.
"La Sardegna produce dei montoni che hanno peli di capra invece che lana, chiamati musmoni, con le cui pelli fanno corazze. Inoltre fanno uso di un piccolo scudo e di una piccola spada"
I musmoni sono i mufloni, come potete ben immaginare.
Le ultime informazioni sono relative alla distanza tra Sardegna e Libia (ovvero l'Africa) che secondo il Corografo è di 300 miglia e tra la Sardegna e le coste italiane, Strabone infatti afferma di aver visto lui stesso l'isola dall'alto delle montagne sulle coste del continente italiano. 
Ora vi lascio, sperando di avervi dato delle notizie interessanti.

Alessandro Giovanni Paolo Rugolo

Fonte: http://tuttologi-accademia.blogspot.it/2013/02/strabone-e-la-sardegna.html


4 commenti:

  1. le mezze verità, spesso, fanno danni enormi.
    Strabone vede la Sardegna da....
    Indica una località precisa. Da quella località si potrebbe vedere,solo,la Corsica.
    Qual'era questa località?

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    1. Gireremo il suo commento all'autore dell'articolo.
      Grazie per l'intervento.

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  2. Luni era un antico porto controllato dai Liguri. Nel 177 i Romani ne fecero una colonia con il nome di Luna. Era dedicata a Selene. Si trova in provincia di La Spezia; al confine con la Toscana. Strabone aveva di fronte la Corsica.

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  3. Vediamo di evitare errori. Non era LUNI l'antico porto controllato dai Liguri bensì LUNA nome etrusco, derivato dal paleoligure Lune e impastato con il celtico Lun o luk, che non aveva niente a che vedere con la luna satellite della Terra. Luna in etrusco significava infatti porto, invaso, golfo, mentre la dea Luna era Losna.
    Il Luna citato da Strabone era preesistente alla colonia di Luna, quella che noi chiamiamo Luni. ed era il golfo della Spezia.
    E prima che fosse fondata la colonia (177 a.C.) nel Luna (golfo della Spezia), nel pieno delle guerre contro gli Apuani e i Friniati, il console Lentulo Caudino insediò (236 a.C.) un presidio militare che da Tito Livio sappiamo che si chiamava Luna.
    Solo dopo avere sconfitto e deportato nel Sannio gli Apuani, (180 a.C.) i romani fondarono la colonia di Luna a meridione del Magra, fiume che segnava il confine fra l'Italia e la Gallia, ovvero fra l'Etruria e la Liguria.

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