giovedì 29 giugno 2017

Da Toscanelli ai Vespucci

Paolo dal Pozzo Toscanelli nacque a Firenze nel 1397.
Dopo aver compiuto i primi studi superiori presso lo Studio fiorentino, si recò all'Università di Padova dove studiò matematica e si laureò in medicina. Fu amico di Leon Battista Alberti e di Filippo Brunelleschi, al quale insegnò nozioni di matematica. Si è supposto che lo abbia anche aiutato con i calcoli per la costruzione della cupola di Santa Maria del Fiore. Proprio in questa chiesa, oggi possiamo osservare lo gnomone che Toscanelli realizzò, che all'epoca era il più alto mai costruito. Le sue osservazioni di comete sono le prime di cui abbiamo notizia: determinò molte posizioni delle comete del 1433, 1449-1450, 1456, 1457 e 1472, tracciandone le orbite su mappe stellari da lui preparate.
(questo si racconta:)
Come cartografo, sulla base della Geografia di Tolomeo, che da poco era stata ritrovata e tradotta, (le Tavole erano ancora da disegnare) disegnò un planisfero, purtroppo perduto, che mostrava come si potessero raggiungere  le Indie attraverso l’Oceano Atlantico.     (Meglio fermarsi qui.)

Premesso che da un paio di secoli giravano le mitiche carte portolane raffiguranti, grosso modo, lo sviluppo dell’Impero Romano. Premesso che cercherò traccia degli studi del Toscanelli nelle carte e nei cartografi fiorentini immaginando quali discussioni potevano nascere nei loro scontri verbali.
Immagino Francesco Berlinghieri, Leonardo con i suoi OVALI, nella tipografia dei Rosselli con il Dottor Paolo del Pozzo. Anche il Vespucci.
Premesso che, per Tolomeo, l’Equatore misurava 24.000 miglia. Come direbbe il Toscanelli 80 spazi da 300 miglia (all’altezza delle Canarie). (Per il Wagner il miglio era di 1.230 m)
Premesso che le mitiche lettere del Toscanelli ricomparvero nel 1860.
La trascrizione delle due lettere fu  trovata nel 1860, in un foglio terminale, del volume: Historia rerum ubique gestarum di Enea Silvio Piccolomini (Pio II) di proprietà dello stesso C.Colombo. Bartolomeo de Las Casas e Fernando Colombo affermano di avere avuto tra le mani l’originale in latino; con la certezza che i Paleografi abbiano fugato ogni dubbio circa l’autenticità del rinvenimento.

Io, di contro, ho seguito una debolissima traccia. I settori da 250 miglia e i 225° di Marino di Tiro. Mi sono ritrovato con questo planisfero ideale:




ed ho “visto” un sistema praticissimo per determinare la misura dei vari paralleli.
Apriamo la prima finestra. Come calcolarono la misura dell’Equatore? Tutti tirano in ballo Eratostene di Cirene.  Eratostene, mentre si recava nella città di Syene (oggi c’è la diga di Assuan)
è passato, per forza, a Kom Ombo: dove c’è un Tempio e un Pozzo su una collina in riva al Nilo.
(Il nilometro è a quattro passi!)  A cosa serviva il pozzo in collina sulle rive del Nilo? Immaginate il Sole riflesso e Mercurio e Venere che lo attraversano. Immaginate come ci passavano sopra gli altri Pianeti e la Luna. (Antonio Crasto …. Grande Esperto di cose egizie, ha sviluppato l’argomento!) Inoltre: i Sacerdoti del tempio di Kom Ombo erano gli addetti alla misurazione di tutte le proprietà in Egitto. Dopo ogni inondazione partivano e rimettevano a posto ogni confine. Erano i tenditori di corde. Eratostene si sarà fatto dare qualche spiegazione. (Solo che erano fermi al Tropico a 24°).
Eratostene, poverino, se avesse fatto una sola misurazione avrebbe avuto dei valori completamente diversi da quelli propinati.  Diciamo che, quando costruirono la G.Piramide, quest’ultima era a 6 gradi dal Tropico del periodo. Se usavano il sistema sessagesimale i 6gradi erano 1/60 della circonferenza della Terra. Ad Alessandria usavano lo Stadio Alessandrino. Uno stadio era di 200 metri esatti. Eratostene ci ricorda che la distanza tra Syene ed Alessandria era di 5000 stadi (alessandrini).  Se prendete google/maps e vi rifate il percorso fluviale coprirete la distanza di 1000 Km giusti giusti: 5.000 stadi alessandrini. Fine Eratostene.  Qualcuno più sveglio di Eratostene ci sarà passato a Kom Ombo? Bastava conoscere la distanza precisa tra due località, sullo stesso meridiano, distanti 6 gradi. In Egitto c’è l’imbarazzo della scelta con le tavole di Tolomeo.
L’Equatore misura 27.078,38 miglia romane. Il raggio della Terra, all’Equatore, misura 4.309, 658 mr. Stabilito che la misura dell’Equatore va divisa in 80 settori,  ogni settore misura 338 mr.
Come calcolare la misura degli 80 settori su gli altri paralleli?



Semplicissimo. C’è un sistema pratico. Tutte le formule che iniziano con :  r* (formula)= risultato
hanno un solo dato variabile: il raggio.  Basta disegnare un goniometro ad angolo retto.
Portiamo sulla base il risultato, nel nostro caso la misura di 338, con una semplice squadretta possiamo ricavare tutte le misure dei paralleli sui 90°. Da capire è semplicissimo, da spiegare …. è un po’ complicato.
Ritorniamo al Toscanelli e ai cartografi fiorentini. Faccio un nome a caso: Giovanni Vespucci.

Questo Planisfero, noto come Geocarta, conservato a Torino, è del 1523.



 Siamo passati ai giri di compasso e allo schema RoBer . Il suo giro di compasso è da 34 unità.
Lui riporta 26 spazi dall’inizio del Catai alla G.Canaria. Questa è l’unica carta che mi è capitata tra le mani con 26 settori da 5° che sarebbero 130°. Tutti gli altri usano 27 settori da 5° pari ai 135° classici. Però se cercate l’origine dei 26 settori … ai tempi di Fernando Colombo questo è un indizio importante.



Siamo nel marzo del 1525. Giovanni Vespucci, mentre lavorava per Carlo V, fu accusato di spionaggio a favore dei Medici. Nel 1527 il nunzio apostolico Baldassare Castiglioni portò questo planisfero al Papa. (Clemente VII, nato Giulio Zanobi di Giuliano de' Medici) e arrivarono i Lanzichenecchi. Nel 1529 Diego Ribeiro mostrò il suo capolavoro. La copia sputata del Planisfero Castiglioni. Lo schema del Castiglioni è un 80 x 40. Lo schema Ribeiro è un 80 x 42 con sovrapposizione sulla Raya. L’Autore del Castiglioni, per gli esperti, sarebbe Diego Ribeiro.
Basta seguire gli avvenimenti per capire chi è il vero Autore.
Ma questa è la cosa peggiore :



mentre gli “esperti” seguitano a sparare a zero su Toscanelli per i suoi settori da 250 miglia.
Mentre gli esperti seguitano a sparare a zero sulla spia dei Medici senza portare un solo capo d’imputazione. E’ una spia. Basta!  Nessuno si è accorto che Diego Ribeiro ha fatto sparire un settore di Oceano a favore delle terre del Portogallo.


 
Un consiglio: fate pratica anche con i km. Ricordate che 5.000 stadi alessandrini sono 1.000 Km. Potrebbe sempre servire. (E ….non esiste lo stadio egiziano!)







 Rolando Berretta