sabato 21 maggio 2011

TOMBE DEI GIGANTI E ARCHETIPI



Tomba dei giganti S'Omu 'e S'Orku- Siddi
Il nostro approccio allo studio delle forme architettoniche arcaiche è improntato sugli studi di psicologia archetipica di stampo junghiano.  Pertanto riprendiamo il discorso sulle tombe dei giganti, soffermandoci su quello che a nostro parere e supportati dagli studi di storici delle religioni, potrebbe essere il simbolismo racchiuso nella loro architettura.
La nota forma a protome  taurina dei sepolcri sardi in esame, potrebbe essere in realtà la manifestazione in terra della divinità androgina primordiale, essa infatti rappresenta l’unione degli opposti,il maschile e il femminile, o forse le due essenze di un’unica divinità.
Per capire le strutture antiche dobbiamo cercare di entrare nell’ordine d’idee delle civiltà arcaiche; lo storico delle religioni Mircea Eliade dice che ogni atto costruttivo per gli antichi era un ricreare il cosmo, una celebrazione di un avvenimento accaduto all’inizio dei tempi.
Anche  i “Gigantinos” potrebbero rappresentare ciò che era in ”illo tempore”, cioè in quel tempo  prima della creazione, quando il Dio era indistinto,non diviso, con entrambe le caratteristiche sessuali, l’Androgino.

Nella maggior parte dei sistemi religiosi l'androgino è simbolo dell'identità suprema e rappresenta il livello dell'essere non-manifesto, la sorgente di ogni manifestazione.
(Elemire Zolla, L'ANDROGINO. L'umana nostalgia dell'interezza).


La grande esedra con la sua forma a falce di luna (la luna è uno dei più noti simboli del femminile) e con l’apertura della camera funeraria al centro è un chiaro riferimento anatomico femminile, l’interno della tomba potrebbe rappresentare l’utero dal quale il defunto rinasceva a nuova vita.
Prendendo in esame il corpo tombale con la sua forma allungata, (il muso del toro) si può pensare ad una forma fallica, che insieme all’esedra completa la protome taurina realizzando l’unione degli opposti, una sorta di “Tao” arcaico.
Anche nell’alchimia, una scienza spirituale manifestatasi in tempi molto più recenti rispetto a quelli che stiamo trattando, ma che si rifaceva ad una sapienza antichissima, l’unione degli opposti era il simbolo dell’opera alchemica compiuta; l’Androgino era una figura fondamentale che rappresentava l’essere umano completo.
L’Androgino simboleggiava l’essere indistinto, perfetto e primordiale prima della divisione che, secondo il pensiero arcaico, sta alla base dei mali del mondo.
Quindi ricreando in terra l’essere perfetto e indistinto, i nostri antenati rievocavano una situazione archetipica, prima che l’universo cadesse nella corruzione della divisione.
Studi recenti hanno ipotizzato un cambiamento ideologico-religioso avvenuto in epoca nuragica, si passò da una religione basata sulla Dea Madre-lunare ad una basata su principi maschili-solari, difatti il dio toro potrebbe essere la manifestazione del Dio maschile-solare; però l’architettura delle tombe dei giganti potrebbe richiamare una religiosità molto più antica.
Questo è solo l’inizio di un discorso che intendiamo portare avanti con l’aiuto di tutti coloro che vorranno intervenire apportando ulteriori contributi.

Fabrizio e Giovanna









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