sabato 2 luglio 2011

ARCHEOLOGIA SARDA: VISITA ALLA CHIESA E AL NURAGHE DI SANTA SABINA - SILANUS



Da Cagliari percorrere la s.s. 131 fino al km.143 dove si svolterà sulla s.s. 129, dopo  circa 7 km sia la chiesa che il nuraghe saranno visibili sulla destra.

Il sito di Santa Sabina (o Sarbana) è il classico esempio di sincretismo nuragico-cristiano, la chiesa, che sorge a pochissima distanza dal nuraghe omonimo, è stata edificata sui probabili resti di un pozzo sacro e la grande stele centinata di una tomba dei giganti, fino a poco tempo fa era integrata al pavimento.


Il primo monumento che si incontra nel sito è la bellissima chiesa medioevale di Santa Sabina che, insieme alla chiesa di Santa Maria de Mesumundu a Siligo (Sassari), è l'unica testimonianza in Sardegna di chiesa a pianta circolare.
La sua struttura è resa ancora più particolare dall'innesto nel corpo centrale di due vani rettangolari.


Il vano centrale è coperto da una cupola ovoidale innestata su una struttura quadrata ed è coperta esternamente da un tetto conico, gli ambienti laterali sono invece sormontati da un tetto a doppio spiovente. L'ingresso è costituito da un protiro timpanato con un arco a tutto sesto a centina.
Ai lati del protiro sono presenti due blocchi di basalto scavati nella parte alta, utilizzati probabilmente come acquasantiere.



Ingresso con protiro
Acquasantiera

L'ambiente destro è chiaramente un rifacimento, mentre quello sinistro, probabilmente coevo al corpo centrale, è dotato di un ingresso indipendente.
La caratteristica che colpisce immediatamente il visitatore è la differenza cromatica tra la parte bassa della chiesa in trachite nera e la parte alta in calcare bianco, tale differenza secondo alcuni studiosi testimonia l'antichità dell'impianto centrale rispetto agli ambienti laterali.

Abside centrale in cui è evidente la differenza cromatica
All'interno il corpo centrale comunica con quelli laterali voltati a botte attraverso due archi a tutto sesto.
Ogni ambiente della chiesa è dotato di abside coperto a semicatino e illuminato da una monofora strombata nei due vani antichi e rettangolare in quello più recente.


Le tre absidi
Monofora strombata abside vano sinistro

Monofora strombata abside corpo centrale
Monofora rettangolare abside vano destro

Il nuraghe omonimo è un monotorre in basalto alto 8,60 m, dotato di scala elicoidale e tre nicchie disposte a croce all'interno della camera voltata a tholos.


L'ingresso, privo di architrave, presenta sulla destra una nicchia a profilo trapezoidale e, sullo stesso asse, si accede alla scala elicoidale di sezione ogivale che porta all'attuale sommità del nuraghe. 

Ingresso privo di architrave
Nicchia sinistra

Nicchia centrale

Nicchia destra

Scala elicoidale

Tholos

Presso i due monumenti sono presenti i resti di un villaggio nuragico con capanne a pianta circolare e una tomba dei giganti in pessimo stato di conservazione. 
Resti della camera funeraria della tomba dei giganti



Fabrizio e Giovanna

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