lunedì 4 luglio 2011

ARCHEOLOGIA: L'ANTENATO DEL MODERNO GPS

Photo: SWNS
Prehistoric man navigated his way across England using a crude version of 'sat nav' based on stone circle markers, historians have claimed.
Silbury Hill, Wiltshire   



Gli uomini del neolitico utilizzavano un sistema simile all’odierno GPS, usando come riferimento dei grandi circoli di pietra.
Questo è quanto ha affermato uno studioso inglese, aggiungendo che gli antichi abitanti della Gran Bretagna si sapevano spostare con precisione attraverso un complesso sistema di monumenti posti in cima a delle colline, come Silbury Hill, Stonehenge e The Mount.
Questi monumenti facevano parte di un vero e proprio sistema di triangolazione geodetica, che copriva il Galles e l’Inghilterra meridionale.
Secondo lo scrittore Tom Brooks, le costruzioni in pietra degli antichi britanni dimostrano che essi possedevano sofisticate conoscenze ingegneristiche, e che non erano certamente dei “barbari”.
Egli afferma che alcuni dei lati dei triangoli megalitici sono lunghi anche 100 miglia, ma la precisione delle distanze ha uno scarto di massimo 100 m, questa precisione non può essere frutto del caso,  invece è la testimonianza della grande conoscenza delle leggi matematiche e geometriche degli uomini del neolitico. Continua affermando che la scoperta di un così avanzato e sofisticato sistema geometrico, deve spingerci a rivedere radicalmente il giudizio sui nostri antenati dell’età della pietra smettendo di considerarli dei semplici uomini primitivi anche se non esclude l’intervento di un "aiuto esterno". Brooks ha analizzato 1500 siti in un’area che si estende da Norfolk al nord del Galles che comprende pietre infisse nel terreno, colline e accampamenti fortificati e cerchi di pietre, tutti collegati tra loro dal punto di vista geometrico. Utilizzando le coordinate GPS ha stabilito i rapporti di reciprocità tra le posizioni dei monumenti da lui analizzati scoprendo che questi sono compresi dentro una griglia geometrica composta da triangoli isosceli, la cui punta è diretta verso l’insediamento successivo. Secondo i suoi studi un viaggiatore del Neolitico, trovandosi a Stonehenge, nel Wiltshire, sarebbe potuto andare, utilizzando questo sistema satellitare, a Lanyon Quoit, in Cornovaglia, senza l’ausilio di una mappa.
Lo studioso inglese è convinto che molti siti dell’età della pietra siano stati costruiti 5.000 anni fa da una popolazione in espansione che si stava riprendendo dal trauma dell’Era Glaciale. Le pianure e le vallate si trasformarono in paludi e stagni e, quindi, le popolazioni dell’epoca cercavano di stabilirsi in aree elevate. Dopo l’Era Glaciale, sempre secondo lo scrittore, il territorio era molto difficile da attraversare, quindi la gente costruiva santuari sui luoghi più elevati  e usava queste strutture molto visibili come sistema di orientamento.
Il sistema di triangolazione geodetica agevolava sia gli scambi commerciali che gli altri tipi di spostamenti.
Brooks spera che le sue scoperte incentivino nuove ricerche sui sistemi di triangolazione degli antichi Britanni, continua dicendo che oltre 2.000 anni prima dell’invenzione della geometria da parte degli antichi greci, gli uomini del Neolitico avevano ideato uno dei più grandi progetti di ingegneria civile del mondo.
Gli approfondimenti su questo argomento sono trattati nel suo libro “Prehistoric Geometry in Britain”.


Mulino del Tempo




Fonte: http://www.telegraph.co.uk/news/newstopics/howaboutthat/8461290/Sat-nav-Prehistoric-man-used-crude-sat-nav.html

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