venerdì 19 agosto 2011

ARCHEOLOGIA SARDA: VISITA ALL'ALTARE MEGALITICO DI MONTE D'ACCODDI - SASSARI


Come arrivare

Da 
Cagliari percorrere la S.S. 131 in direzione di Sassari, al Km 222.3, dopo il bivio per Platamona, si trova una strada dove sono presenti dei cartelli turistici che conducono al parcheggio dell’area. Si prosegue a piedi per 100 m su una stradina lastricata fino al cancello di ingresso.

Monte d’Accoddi fu scoperto nei primi anni Cinquanta del 1900.

L’altura venne prescelta durante la seconda guerra mondiale quale luogo dove impiantare una batteria contraerea che danneggiò fortemente la struttura.

I primi scavi furono diretti dal Ercole Contu dal 1952 al 1958 e portarono alla luce anche numerose domus
de janas disposte a ventaglio intorno all’altare megalitico. La presenza delle grotticelle dimostra che l’area sacra fu interessata da una forte antropizzazione.

Il monumento si presenta come una piattaforma tronco-piramidale alla cui sommità si accede tramite una rampa ascendente verso l’alto. 


Rampa d'accesso


La parte esterna, di epoca eneolitica, racchiude un più antico e piccolo tempio di epoca neolitica della cultura di Ozieri (circa 3300-2900 a.C.), la cui struttura fu probabilmente compromessa in antico da un incendio.  
L’intero sacello dell’antico tempio, incluso il pavimento, era intonacato di ocra rossa, della quale oggi rimangono solo alcune tracce. Purtroppo questo tempio, denominato rosso, non è attualmente visitabile perché oggetto di studio, restauro e tutela della Sovrintendenza.
Sulla destra della rampa è presente un reperto di notevole interesse, un lastrone trapezoidale in calcare situato sopra tre supporti, si presume fosse una tavola per le offerte sacrificali, dotata di coppelle e costellata di sette fori passanti sui bordi. Nella parte sottostante si trova un foro naturale interpretato come inghiottitoio, forse funzionale a qualche particolare culto del mondo infero.


Probabile tavola per le offerte
Probabile tavola per le offerte
                                                   
Particolare della lastra

Particolare delle coppelle 
Particolare del foro passante
                                               
Nelle vicinanze della lastra sacrificale è presente una pietra pseudo-sferica in arenaria ben rifinita e dotata di piccole coppelle, si presume avesse la stessa valenza sacra dell’omphalòs nella religione dionisiaca, ma non è da escludere l’interpretazione di una simbologia astrale (l’uovo cosmico presente in tantissime religioni dell’antichità). 


Omphalòs

                                                             
                                                                                 Omphalòs
La sua collocazione attuale non è quella originaria, esso fu infatti rinvenuto oltre il muro che delimita l’area archeologica. 
Accanto all’onphalòs è stata collocata un’altra pietra sferoidale in quarzite proveniente dalla stessa area, anch’essa è dotata di coppelle.


Pietra sferoidale in quarzite
Sul lato opposto della rampa è presente un grande menhir in calcare squadrato alto m 4,44; la sua probabile appartenenza ad un epoca antecedente la costruzione dell’altare sacrificale testimonierebbe la sacralità dell’area ancor prima della costruzione del tempio rosso.


Menhir

                                                      
                                                                       Menhir
Nell’area furono rinvenuti numerosi idoletti femminili di tipo cicladico, una stele in pietra calcarea con un disegno a losanghe e spirali, una stele rettangolare in granito recante su entrambi i lati l’effige di una figura femminile filiforme.

L’altare di Monte d’Accoddi viene spesso definito piramide a gradoni per comparazione con i monumenti mesopotamici di pianta simile, però questa comparazione è solo ipotetica in quanto la sommità gradonata attualmente visibile è il risultato di una ricostruzione recente. L’intero complesso mantiene comunque un fascino che né le ricostruzioni più o meno arbitrarie, né le devastazioni dell’ultimo conflitto mondiale e dell’incuria del passato, hanno saputo occultare.
Oggi è visitabile gratuitamente tutti i giorni, esclusi la domenica e i festivi, grazie all’impegno del comune di Sassari che garantisce la presenza di archeologi e le visite guidate.




Fabrizio e Giovanna


I dati tecnici sono tratti da:
Ercole Contu, L'altare preistorico di Monte d'Accoddi
Alberto Moravetti, Gli altari a terrazza di Monte d'Accoddi

3 commenti:

  1. bella documentazione ,complimenti amici.

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  2. Grazie per i complimenti, questo monumento merita di essere valorizzato da chi ha avuto la fortuna di poterlo visitare; consigliamo vivamente di visitarlo alle persone che non l'avessero ancora fatto.

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  3. sardaigna misteriosa tutto da scoprire c saremo fra un mlse.....GRAZIE PER I COMMENTI

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