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martedì 16 luglio 2013

SPIEGHIAMO MERCATORE - III PARTE


Abbiamo visto la celebre carta veneziana del 1484

Abbiamo visto come è associata alla Rosa dei Venti a 24 direzioni. Abbiamo visto la particolarità dello sviluppo completo dello schema a 24 direzioni e come si presenta con le moderne proiezioni.
Abbiamo visto cosa succede se impostiamo la cornice principale su una griglia da 10 unità per lato.
Invece dei 5 gradi impostati ne otteniamo 4,5 a unità.

Andiamo all’anno 1.260 circa. Compare il PRIMO Portolano. Ci accorgiamo di una cosa curiosa.
La Rosa dei Venti, della prima carta del Mediterraneo, è a 16 o 32 direzioni, non a 12 o 24 come la Veneziana. Riflettiamo: abbiamo visto l’utilità dello schema a 24 direzioni; è modernissimo.

I Romani, quelli antichi, erano praticoni. Sapevano che si poteva tracciare un cerchio e, con lo stesso raggio del compasso, si poteva scomporre la circonferenza in 6 parti. Alle elementari abbiamo tracciato, tutti, le mitiche 3 foglie; poi siamo passati a 6. Abbiamo realizzato la classica stella a sei punte. Passare, con poche linee, a 12 o 24 parti non presenta nessuna difficoltà. Le difficoltà nascono dovendo operare, senza compasso, su di una cornice composta da 10 settori per lato. Questa è stata una vera trappola. Restiamo alla cornice di 10 settori per lato e osserviamo come hanno impostato la schema nella Pisana, il primo Compasso da Navegare o il Primo Portolano. Hanno tracciato il quadrato da 10, lo hanno girato a rombo e il tutto è stato inserito in un quadrato da 14 unità per lato. Hanno ottenuto 8 parti di circonferenza portati a 16 con estrema semplicità.


Gerardo Mercatore ci ha proposto la spiegazione di questo schema a 16 direzioni che, con la sua Proiezione, non c’entra assolutamente nulla. Da tutto ciò si capisce che sono partiti da un quadrato misurante 10 unità per lato.

Questa è la loro griglia. Siamo nel 1260.
E’ (ri)nata la cartografia su un quadrato da 10 unità, girato a rombo, all’interno di un quadrato da 14 unità. E’ il periodo delle prime bussole (in gergo: aghi dei marinai).
E’ il periodo che il genovese Pietro Vesconte ci ripropone le prime carte.

A questo punto mi sono chiesto:
Sapevano cartografare o hanno trovato qualche vecchio archivio? Dove avranno frugato i Pisani?
Nella carta di Pietro Vesconte è riportata una SCALA che conta settori da 5. 5 cosa?
Misura 10 gradi nell’asse nord/sud e 14 sull’asse est/ovest.

Rolando Berretta

sabato 6 luglio 2013

SPIEGHIAMO MERCATORE - II PARTE

Ipparco da Nicea dovrebbe essere l’inventore dell’angolo giro (cerchio o circonferenza) da 360°;
poi ci ritroviamo con la misura di 360° che ci viene dalla notte dei tempi. Quella misura, solo quella, era usata; il giorno era diviso in 24 parti da sempre. Quindi si aveva il concetto di 24x15 dove 24 sono le parti della sfera e 15 erano i gradi di ogni singola parte. 24x15=360

La Carta Veneziana del 1484, oggi al Correr di Venezia, ci permetterà di capire una stravaganza riscontrata nelle Carte Portolane. Ci permetterà di capire perché traviamo una Terra suddivisa in due emisferi da 40 x 40 settori da 4,5 (quattro gradi e mezzo) o da 20 x 20 da 9° invece dei canonici emisferi da 18 x 18 da 10° ( dieci gradi) o da 36 x 36 da 5° (cinque gradi). 18x10=180 come 20x9=180; stesso risultato.


Se presento la carta del 1484, sviluppata con la rosa dei venti a 24 direzioni, posso farla combaciare su di una moderna proiezione satellitare con settori da 4,5 gradi. Trovo la stessa scala, trovo lo stesso schema da 13unità utilizzato dagli altri cartografi. Il suo schema generale da 13 dovrebbe essere la quarta parte del mio schema base che utilizza un giro di compasso da 26 unità.
Qualcosa non quadra. Perché 4,5 gradi? Posso dire che, per essere una carta del 1484, è sin troppo precisa. Sono sicuro che queste carte sono copiate. Questo è un errore di lavoro. Qualcosa è sfuggito agli autori. Presentiamo lo strumento che ha permesso i miracoli cartografici del medioevo.


Posso impostare la mia bella cornice da 11 settori per lato. Posso assegnare qualsiasi valore al singolo settore: posso dire che vale 5 gradi oppure 4,5 e farmi tutti i miei lavori.
Facciamo finta di essere un cartografo medievale. Abbiamo il nostro bel globo (avevano l’immagine) e vogliamo proiettare la sfera in piano. Ci prepariamo il nostro bello schema a quadrati. Ipotizziamo che ogni settore sia da 5 (cinque gradi) e cominciamo a riportare, quadrato dopo quadrato, ogni singola porzione del globo. C’è una seconda possibilità: dove scatta la trappola. Riporto la “rosa a 24 venti” su di una cornice di 10 settori da 5 gradi e, senza neanche accorgermene, mi ritrovo con settori da 4,5 gradi; ne lavorerò solo 10 sicuro che siano 50 gradi mentre sono 45 reali. E le terre si dilatano. La cornice da 10 settori non restituisce 5 gradi a settore.



Possiamo impostare una cornice da 11 settori. Ogni settore può avere un valore di 5 o altri valori. Con 11 settori di cornice va tutto bene.
Osserviamo, invece, come si presenta una cornice da 10 settori per lato e come NON restituisce i 5 gradi per i quali è stata impostata:

Io mi ritrovo con settori da 4,5 gradi dove LORO calcolano 5 gradi.
Mi ritrovo una Terra suddivisa in 80 settori x 40 dove ogni settore misura 4,5 gradi.



Riassumendo. Se imposto una cornice da 10 unità, da 5 gradi per ogni singola unità, mi ritroverò con 11 unità da 4,5 gradi: 4,5 x 11 = 49,5; contro le dieci unità da 5 gradi: 10 x 5 = 50
Io userò 10 unità da 4,5 gradi sicurissimo che sono da 5 gradi.
(Ci sono cascato pure io… e prima di capirlo…. Campa cavallo!)

Consiglio: mai usare cornici da 10 unità.

Ecco spiegato il motivo delle terre dilatate. I cartografi del periodo erano sicurissimi di avere dei settori da 5° e su quelli hanno basato le distanze. Se si partiva dalla Grande Canaria erano sicurissimi di trovare, a ovest, terra a circa 75° di distanza e a 16° nord (Vespucci) e ci ritroviamo in Honduras con le carte moderne. Se ai settori assegniamo un valore di 4,5° ci ritroviamo sotto Cuba. Sarebbe il punto esatto che vede incrociarsi il parallelo di Capo Verde con il mitico parallelo di Alessandria. Quel parallelo che presenta un’inclinazione di una quarta di vento di differenza rispetto ai Tropici e all’Equatore. Colombo non ci ha capito nulla. E non solo Colombo.



Quando il LORO parallelo di Alessandria si incrocia con il vero parallelo delle Isole del Capo Verde, siamo a ridosso delle Grandi Antille.
I veri cartografi lo sapevano. Quando si troverà una carta che, su quell’incrocio, non riporta isole vuol dire che siamo di fronte,solo, ad un buon disegnatore.



Possedevano un’immagine di un emisfero completo?



Qualcosa di simile lo avevano di sicuro.

Rolando Berretta 









giovedì 4 luglio 2013

SPIEGHIAMO MERCATORE

Mettiamo da parte quella cartografia portolana, con la ragnatela, e passiamo alle proiezioni ovali.
Andiamo a Firenze.



Sembrerebbe che si stesse studiando un po’ di tutto. Grande cosa approfondire la Storia della Matematica. Magari ci sarebbe qualche dettaglio da chiarire nel disegno di Rosselli. Ci sono sicuramente 180° completati, su suggerimento di Claudio Tolomeo. Negli altri 180° ci sono molte cose curiose del tipo: Sumatra, Giava Maggiore e Minore, etc etc sono sull’Equatore e, non sul Tropico. La grande Isola asiatica che si trova sul Tropico è finita sul Circolo Polare. Tralasciamo.
180° di terre tolemaiche e 180° di Asia… completamente fuori scala.
Bene, o male, le Proiezioni Ovali fanno la loro comparsa. Datosi che ci sono i Circoli Polari, ben calcolati, possiamo affermare che conoscono bene l’inclinazione della Terra. Merito di Gionitus?
Mercatore introdusse il metodo di proiezione che porta il suo nome e che, perfezionato più tardi, è rimasto fino ad oggi fondamentale nella cartografia. Il primo passo della proiezione di Mercatore consiste nell’immaginare una Terra sferica inscritta in un cilindro retto di lunghezza indefinita e che
è tangente alla Terra lungo l’Equatore… etc etc.
Nel 1599 Edward Wright (1558-1615) professore universitario a Cambridge, precettore di Enrico Principe di Galles, ed egli stesso buon navigatore, sviluppò la base teorica della proiezione di Mercatore… ( Carl B.Boyer – storia della matematica- oscar Mondatori)
Però….
Anche Mercatore era partito con la sua bella Proiezione Ovale. Poi, da vero genio della Cartografia, diede una bella raddrizzata ai Meridiani e impostò una griglia da 10° sull’asse est-ovest e su quella nord-sud. (Non mi sembra che abbia mai usato la griglia portolana; quella con la ragnatela)


Ottimo lavoro. Dovendo raffigurare questa sua nuova opera su diversi pezzi… cosa ti inventa? Nel disegno base inserisce una serie di incroci e, da questi, ha tracciato una serie di linee che toccano i diversi pezzi. Sembrano linee lossodromiche (o portolane) ma non lo sono. Un occhio attento capisce che servono solo a far combaciare i vari pezzi quando verranno disegnati sul nuovo materiale e in formato decisamente più grande. Una cosa è disegnare in piccolo, altra cosa è riprodurlo in una gigantografia. Sembra che ai suoi tempi si usassero specchi concavi, lenti, fori sui muri, specchi sul soffitto, etc etc per proiettare le immagini da riprodurre. Erano degli esperti.
Ecco il suo capolavoro.
Questa Carta, conosciuta da tutti, lo ha reso IMMORTALE.
Provate a chiedere in giro chi fosse l’anconetano Grazioso Benincasa, Non lo conosce nessuno.
Provate a chieder chi fosse Gerardo Mercatore e scoprirete che si conosce anche il suo vero nome. Così vanno le cose. ( su Gerardo Mercatore si può consultare la Wikipedia. C’è tutto. Questo vale per quei pochi che non sono molto informati. Credo che siano pochi.)


 Come non restare a bocca aperta davanti a un simile capolavoro decantato da tutti?
Questa è la celeberrima Proiezione del Mercatore.
Come vorrei chiedere, a QUALCUNO, cos’è quella sua spiegazione, in basso a destra, dove ha accoppiato due angoli da 90° e ha tirato delle rette che si incrociano a 11°15’- 22°30’- 33°45’- 45° ma come si legano con le rette dello sviluppo Mercatore è incomprensibile.
Misura le linee lossodromiche che non usa?
Chi ha raddrizzato la quarta di vento nel Mediterraneo? Il 30 parallelo è perfetto e Alessandria è messa nel punto giusto. Nella Castiglioni, per mettere Firenze sui 43 gradi hanno portato Alessandria a 28° nord.
Qui, qualcuno, ha saputo leggere le carte di Pietro Vesconte ed ha capito che c’erano gradi e non distanze. Ma, a chi, si possono chiedere queste cose?
A questo punto mi sono fatte le mie personalissime verifiche. Ho preso la mia moderna proiezione satellitare inserita, come da Castiglioni, in un reticolo da 80 unità sull’asse est-ovest e 40 unità, o settori, o spazi, sull’asse nord-sud. Quella strana proiezione con i settori verificati con la Carta Veneziana del 1484. Quella carta che mi ha permesso di capire i 26 settori, da 250 miglia romane, che segnala Toscanelli di fronte a Lisbona. Quella carta che mi ha fatto capire Claudio Tolomeo quando segnala la misura dell’Equatore in 24.000 miglia. All’altezza delle isole Canarie ho 80 settori da 300 miglia pari a 24.000 miglia totali: piccolo errore.
Ho preso la mia ricostruzione, ho ritagliato la zona che parte dalla Spagna e che arriva alla fine del
M.Nero, e l’ho fatta combaciare con la zona del Mercatore. (In quella mia carta ho messo pure i gradi: 4,5 per ogni settore azzurro) Ho ritagliato delle strisce tutte da 10 gradi di parallelo. Ho sovrapposto la prima striscia e l’ho stirata con le maniglie. Poi la seconda e l’ho stirata. Poi ho stirato la terza. E via tulle le altre. Esempio: ho fatto combaciare il 30° parallelo e l’ho stirato fino al
40°. Esattamente come ha fatto Mercatore. Poi ho fatto la verifica inversa.
Poi ho ritagliata la zona interessata del Mercatore. L’ho sezionata in strisce da 10°. Ho sovrapposto le strisce e l’ho compresse sulla mia ricostruzione. Striscia dopo striscia.

I profili costieri si evidenziano da soli. Troppo precisi per un raffronto da una proiezione satellitare
moderna e una carta del, quasi, 1600 considerando che, il tutto, è stato realizzato in maniera artigianale e con la vista del pensionato.
L’unica differenza notevole che ho riscontrata è questa:
i settori di Meridiano che, per Mercatore sono da 10°, sono più stretti dei miei che sono da 9°.
Come dire che i 10 gradi di meridiano di Mercatore sono, in realtà, da 8 gradi; per il Mediterraneo.



E questa è la mia carta con sviluppo alla Mercatore, stirando dieci gradi alla volta.



Confronto diretto
Cos’è la Proiezione Mercatore?



La possiamo completare.



Possiamo presentarla come da Modello Mercatore…

E possiamo fare le prime verifiche

Salta all’occhio che sono invertiti i meridiani e i paralleli. Se cerco (non combaciano) di far combaciare le proiezioni non combaciano i goniometri. Se faccio combaciare i goniometri le linee di proiezione vanno in tutt’altra direzione. Questo è quello che si nota.

Cerchiamo di capire Mercatore.


La sua proiezione traguarda le mitiche linee lossodromiche. Se si confrontano i suoi valori di meridiano si nota che la sua Terra misura in un solo emisfero 165° x 165°.
Mercatore sta misurando un giro di compasso da 33 unità. (?)
Questo suggerisce che qualcuno stava studiando le sole linee lossodromiche ma non è Mercatore di sicuro. Possibile che non si sia accorto che lo schema andava roteato di 90°?
Possibile che non sapesse cosa misurassero le linee dello schema che ha portato come spiegazione?

Detto in parole povere: Mercatore sta misurando un giro di compasso da 33 unità.




Credo che la parte più difficile da capire, per chi non è abituato agli schemi geometrici, sia vedere l'inversione dei meridiani e dei paralleli nella spiegazione del Mercatore. Spero con questa immagine di dimostrarlo con più immediatezza:

A proposito della Carta Veneziana del 1484 che uso spesso:
E’ talmente moderna che su di una moderna proiezione satellitare non sfigurerebbe. C’è una strana isola sull’Equatore che non esiste. Tutte le carte la riportano.
Volendo essere pignoli posso dire che, probabilmente, quelli che Mercatore indica come meridani da 5 gradi, dovrebbero essere le mie unità. Molto rinomato (?) è lo schema RoBer a base 34 con giro di compasso da 26 unità. Mercatore indica un giro di compasso, secco, da 33 unità. Non esiste una sfera da 165° ma esiste uno schema con 16,5 unità oppure da 33 unità. Basterebbe ritrovare la Carta che usa giri di compasso da 33 e si scoprirebbero altre cose. Da quel poco che so, posso affermare che la Carta Salviati usa un giro secco da 36 unità. Quella che si avvicinerebbe in maniera
approssimativa è la carta di Giovanni Vespucci. Vespucci usa un giro di compasso da 34.



Con questa carta non posso barare. I Tropici e i Circoli Polari sono troppo precisi con quelli sulla griglia. Noi possiamo aumentare, o diminuire, i giri di compasso ma quelle linee debbono restare con quella scala.
Ricordo solo che, i grandi navigatori portoghesi, cominciarono ad esplorare le coste dell’Africa su navi VENEZIANE, con piloti veneziani e con carte veneziane. Le Canarie, le Azzorre e le isole Saluage ( con Antilia e Saluaga) erano già sulle carte, con nomi italianissimi, ancor prima della loro scoperta ufficiale fatta dai Portoghesi. Antilia e Saluaga sarebbero Cuba e Haiti. Qualcuno conosce l’anconetano Grazioso Benincasa ?
I Veneziani ci hanno lasciato una carta, datata 1484, che per gli esperti è l’unica carta che utilizza
la Rosa dei Venti a 12 o a 24 direzioni. La vecchia rosa dei venti romana.
 Una volta che si sviluppa lo schema completo…

…posso utilizzare quello schema dando un valore di 11 unità ad un particolare quadrato. Ogni mia unità risulta essere di gradi 4,50. Sono, in totale, 80 unità sull’asse est/ovest e 40 unità sull’asse nord/sud. Nulla di particolare. E’ uno schema unico.
Unico solo nel mondo delle carte portolane.
Quando comincio ad entrare nel settore della moderna cartografia e delle sue proiezioni…

…quello schema Veneziano si dimostra particolarmente adatto per le proiezioni polari. Posso,
addirittura, fare delle proiezioni coniche a 360 gradi. Ogni settore colorato vale 30 gradi. 
I Veneziani erano dei veri maestri con le proiezioni polari. Si parla di PROIEZIONI. Come funziona
con le immagini satellitari ?

Male. Con le immagini dal satellite si vedono solo 120 gradi su 180.
Quindi dovrei correggere l’errore restringendo l’immagine facendola coincidere a 60 gradi. 

Dovendo mostrare il vero valore della foto satellitare debbo portarla da 180 gradi a 120.
Dall’immagine presa direttamente sopra l’equatore sono passato a quella presa direttamente sopra il polo nord. A questo punto si capisce la curiosa misura di Claudio Tolomeo quando segnala un equatore di 24.000 miglia romane. Quella misura è valida sul parallelo delle isole Canarie.

Tolomeo, Tolomeo, dove hai frugato?
Si ottiene questa porzione della Terra da una immagine satellitare



L’immagine non mostra la parte sotto il parallelo delle Canarie.
Curioso che Tolomeo ci abbia dato questo valore per l’Equatore della Terra.

Per vedere la mezza sfera completa fino all'Equatore si utilizza lo schema in questo modo:


Rolando Berretta

giovedì 20 giugno 2013

CARTAGINE – SARDEGNA: GLI STORICI ANTICHI E LE NUOVE INTERPRETAZIONI


Scalinata di una tomba cartaginese - Sant'Antioco -


Premessa:
girando per il Web si nota, tra gli appassionati di Storia, la difficoltà di reperire il testo di Giustino.
Se si cerca la voce MARCUS JUNIANUS JUSTINUS non ci sono difficoltà; meglio ancora se si cerca POMPEO TROGO ( storie Filippiche) compendiato da Giustino. L’autore del lavoro resta Pompeo Trogo.

Riguardo le vicende dei Cartaginesi, in Sicilia, sarebbe sufficiente leggere Diodoro Siculo. Si inizia dalla disfatta di Imera, nel 480, alla quale seguirà una lunga inattività cartaginese dovuta, sicuramente, alle clausole del Trattato stipulato con il siracusano Gelone. In Sicilia ritorneranno nel 410 guidati da Annibale. Siamo davanti al più grande condottiero cartaginese. Ha distrutto Imera e Selinunte. Diodoro illustra il comportamento dei Cartaginesi: belve. Quel modo di fare è una novità assoluta per la Sicilia. I Siciliani conobbero le nefandezze dei Cartaginesi e dei loro mercenari nel momento del saccheggio delle due città: era la prima volta. Diodoro ci fa sapere che sono cominciate le guerre di Cartagine in Sicilia.
Da Erodoto apprendiamo che, ad Imera, morì Amilcare figlio di Annone e di una siracusana. Tucidide conferma che nel 418 non ci sono Cartaginesi nell’Isola. Dell’antica colonizzazione fenicia erano rimaste Mozia, Panormo e Solunto. Nulla da dire riguardo le fonti greche.
Con le fonti romane tutto si complica. Pompeo Trogo scrisse una storia universale. Giustino ne fece un compedio (epitome) molto personalizzata.
Giustino ci parla della fondazione di Massalia. Ci parla dell’alleanza tra Focesi e Romani ai tempi di Tarquinio Prisco e della disfatta degli eserciti cartaginesi ad opera dei Focesi. Conferma dei successi greci si hanno nelle dediche a Delfi (anno 525) e da Pausania e Tucidide. Giustino ci parla della Sicilia; dai primi abitanti ai suoi tiranni. Inizia da Cocalo, ai tempi di Minosse, e finisce con Anassilao ai tempi di Gelone di Siracusa. Ci ricorda che anche i Cartaginesi tentarono di imporsi in Sicilia senza riuscirci. Alla morte del loro comandante (imperator) Amilcare rimasero in pace per molti anni. (Imperium Siciliae etiam Carthaginienses temptavere, diuque varia victoria cum tyrannis dimicatum. Ad postremum amisso Amilcare imperatore cum exercitu aliquantisper quievere victi.)
Fin qui è tutto abbastanza chiaro. Giustino prosegue parlando dell’intervento ateniese in Sicilia. Ci racconta di Alessandro Magno e ci informa che Tiro fu presa con l’inganno. Il racconto prosegue fino a Pirro e al suo passaggio in Sicilia: c’era da liberare l’isola dai Cartaginesi. A questo punto Giustino ci racconta della fondazione di Cartagine. Ci racconta di Malco e del suo successore Magone. Magone è il fondatore della potenza militare cartaginese. A Magone subentrarono i due figli: Asdrubale e Amilcare. Giustino ci informa che, mentre combattevano in Sardegna, Asdrubale fu gravemente ferito e morì dopo aver lasciato il comando al fratello Amilcare. Nessuna notizia sulla fine della guerra sarda e su quest’Amilcare. Si passa ad un Imilcone che perse l’esercito per l’influsso pestilenziale di una STELLA. Imilcone, tornato a Cartagine, dopo aver portato la notizia del disastro, si diede la morte. Tutto chiaro per gli Storici: il magonide Amilcare è morto in Sicilia ed è quell’Amilcare morto ad Imera nel 480; Erodoto ha scritto una fesseria indicandolo come figlio di Annone. Quindi Malco, Magone e i due Magonidi, cronologicamente, operarono prima del 480. A questo punto salterebbe tutta la ricostruzione di Diodoro. Giustino prosegue ricordandoci che i Siciliani chiamarono Leonida, fratello del Re di Sparta, per liberarli dai Tiranni e dai Cartaginesi. Ne nacque una lunga guerra e Dario, come ciliegina sulla torta, ordinò di bruciare i cadaveri a causa di una bella pestilenza. Fine del pezzo di Giustino.

A complicare il quadro inserisco una nota di Tito Livio.
Tito Livio IV 29 Ai grandi eventi che resero memorabile quell’anno va aggiunto un fatto che allora sembrò del tutto insignificante: i Cartaginesi destinati a diventare il principale nemico di Roma , per la prima volta trasferirono un esercito in Sicilia in seguito alle lotte intestine dei Siculi ; in aiuto di una delle due parti in dissidio. Era il 429; per Diodoro è il 424, l’anno della 89 Olimpiade.
Questo è il quadro generale delle fonti.

Tito Livio

Ho visto come hanno operato gli Storici moderni. Partiamo dal Leonida fratello del Re di Sparta.
Quanti Re di Sparta hanno avuto un fratello che si chiamava Leonida? Questa domanda non se la sono posta. Per gli storici Giustino ha sbagliato; non intendeva quel Leonida morto alle Termopili nel 480. Sicuramente voleva indicare il fratello Dorieo che, nel 525, provò a conquistarsi un pezzetto d’Africa e, nel 510, riprovò in Sicilia; tutto raccontato da Erodoto. Così non va bene.
Anche io posso affermare che Tito Livio non intendeva la Sicilia ma si riferiva a Sulci. SLC invece di SCL (si scriveva con le sole consonanti) e credo di aver ragione se controllo in che anno sono sbarcati i Cartaginesi e hanno fortificato Sant’Antioco. Ho usato Livio per dimostrare che tutti possono sbagliare ma, con la pazienza, si rimedia. Lasciamo stare la ricostruzione di Diodoro: è perfetta. E’ sicuro che abbiamo un Amilcare, figlio di Annone, che muore ad Imera. Dopo la lunga pausa abbiamo un Annibale nel 410 che non ha avuto euguali sul piano militare. Nel 406 Annibale ritornerà in Sicilia affiancato da Imilcone; sempre della casata di Annone. Da qui dobbiamo far partire la storia di Giustino. Non si possono ignorare le fonti greche. Dobbiamo, solo, rileggere Giustino e cercarne le corrispondenze con Diodoro. La Storia è unica.

Giuniano Marco Giustino Historiae Philippicae XVIII 7 -1 quum in Sicilia diu feliciter, traslato in Sardiniam bello, amissa maiore exesercitus parte gravi proelio victi sunt 2 propter quod ducem suum Malchum, cuius auspiciis et Siciliae parte domuerant 1 (i Cartaginesi) avendo combattuto per lungo tempo e in maniera fausta ( diu feliciter ) in Sicilia trasferita la guerra in Sardegna, avendo perduta la maggior parte dell’esercito, furono sconfitti in un pesante confronto. 2 E per questa ragione essi mandarono in esilio il loro comandante Malco sotto il cui comando essi già avevano sottomesso una parte della Sicilia.

Imilcone ha le stesse consonanti di Malco. M L K. Imilcome sottometterà buona parte della Sicilia. Imilcone contro Dionisio. Due giganti. Diodoro si soffermerà a lungo su queste due figure. Imilcone, dopo tanto combattere, lo ritroviamo nei pressi di Siracusa e… c’è una grossa lacuna nel testo di Diodoro. Dopo la grossa lacuna, ritroviamo Imilcone, con l’esercito semidistrutto dalla peste, e Dionisio che stipulano la pace. Era il 405: tornarono sotto Cartagine il dominio sugli antichi coloni con l’aggiunta degli Elimi, dei Sicani e Selinunte, Akragas, Imera, Gela e Camarina ...ed Eraclea Minoia. Diodoro non parla di quello che faranno i Cartaginesi nei successivi 7 anni, narra altri eventi. Non sappiamo cosa succede a Cartagine dal 405 al 398. In questo ultimo anno Imilcone tornerà in Sicilia, arriverà fino a Siracusa, occuperà e profanerà il tempio di Demetra. Da questo momento tutto gli andrà male. Nella mia ricostruzione non posso dimostrare la venuta di Imilcone in Sardegna ma il contesto dovrebbe essere quello giusto.
E’ il 392. Seguiamo Giustino:-XVIII 7 19 ..a lui successe Magone per la cui energica azione aumentarono le ricchezze dei Cartaginesi, si ampliarono i confini del loro dominio e crebbero i riconoscimenti della loro gloria militare. XIX 1 1 Magone, il comandante dei Cartaginesi, primo tra tutti diede ordine e disciplina all’esercito e fondò l’impero cartaginese, consolidando la potenza della città. Non solo con l’arte della guerra ma, anche, con il valore. Egli, morendo, lasciò due figli: Asdrubale e Amilcare i quali seguendo le tracce del valore paterno.... Era il 380.
Seguimo Diodoro:-
( è il 378) XV 24...in seguito, scoppiata una pestilenza fra gli abitanti di Cartagine ed essendo la malattia molto violenta, molti Cartaginesi perirono ed essi rischiarono di perdere l’egemonia. Si ribellarono i Libici, spinti dal disprezzo; si ribellarono gli abitanti della Sardegna, ritenendo che quello fosse il momento giusto per attaccare i Cartaginesi: si misero d’accordo e li assalirono. Nello stesso periodo colpì Cartagine una sventura mandata dagli dei. Avvenivano in città continui immotivati disordini, esplosioni di timore, tumulti prodotti dal panico: molti balzavano fuori dalle case con le armi in pugno, come se i nemici fos sero penetrati in città, e, combattendosi fra loro come nemici, uccidevano al cuni altri ne ferivano. Infine, placata la divinità con sacrifici e liberatisi con pena dai mali, sconfissero tosto anche i Libici e riconquistarono l’isola.
Così la racconta Giustino:-
XIX 1 3..Si combattè anche contro gli Africani che esigevano il tributo riguardante il suolo della città maturato in molti anni. 4 la causa degli Africani era giusta e la loro fortuna fu migliore. 5 la guerra contro di loro terminò col pagamento in denaro e non con le armi. 6 In Sardegna, inoltre, Asdrubale gravemente ferito, morì dopo aver trasmesso il comando al fratello Amilcare. 7 la sua morte fu onorata degnamente per il lutto che destò in città, sia perchè era stato 11 volte Dittatore e perchè aveva riportato 4 trionfi. 8 Anche i nemici presero coraggio come se le forze dei Cartaginesi fossero cadute insieme al loro comandante.
Riflessione: Magone morirà a Cabala, in Sicilia, nel 380. Il comando lo prese il figlio Asdrubale che, come Dittatore, lo terrà per 11 anni. Dopo la sua morte, nel 369 in Sardegna, il comando passò all’altro magonide Amilcare. Brutto periodo per Cartagine. Anche Dionisio occuperà Erice con la flotta. I Cartaginesi stanno per venire buttati fuori dalla Sicilia. Amilcare, l’altro magonide, partirà dalla Sardegna con la flotta; ad Erice vincerà lo scontro con la flotta siracusana ma perì nello scontro. Questa è la mia personalissima interpretazione.
Dice Giustino:
2 1 Frattanto Amilcare fu ucciso durante la guerra in Sicilia e lasciò tre figli : Imilcone , Annone e Giscone . 2 Anche Asdrubale ebbe lo stesso numero di figli : Annibale , Asdrubale e Safone. 3 Da costoro erano retti gli affari dei Cartaginesi in quel periodo. 4 Si fece guerra ai Mauri e si combattè contro i Numidi e gli Africani furono costretti a restituire a Cartagine il tributo pagato per la fondazione della città 5 Dopo, poichè una così potente famiglia di condottieri era pericolosa per una libera città, dal momento che nello stesso tempo essi giudicavano e facevano ogni cosa, furono scelti cento giudici fra i membri del consiglio 6 che esigessero il rendiconto delle imprese compiute dai comandanti che ritornavano dalla guerra affinché, essi, per questo timore badassero ai comandi militari allo stesso modo come in patria avevano l’occhio ai giudici e alle leggi 7 In Sicilia, al posto di Amilcare, subentrò Imilcone che, dopo aver vinto numerose battaglie per mare e per terra e dopo aver conquistato molte città, perse improvvisamente l’esercito per la violenza dell’influsso pestilenziale di una stella 8 Quando ciò fu annunciato a Cartagine, la città piombò nel dolore. Ogni luogo risuonava di alti gemiti, non diversamente che se la città fosse stata conquistata. 9 Erano chiuse le case private, chiusi i Templi degli Dei, tutte le cerimonie sacre erano interrotte e tutte le attività private erano sospese.
lo Pseudo Aristotele ci ricorda qualcosa che sta vedendo, ai suoi tempi, - in diretta- in Sardegna:
.....dacché (l’isola) è sottomessa ai Cartaginesi tutte le piante da frutto adatte per l’alimentazione vengono estirpate, e la pena di morte pende su quegli indigeni nel caso in cui qualcuno di questi decida di ripiantare qualcosa di questo genere.
(nda:- Sui Numidi e i Mauri nel VI o V sec non troverebbero d’accordo Erodoto.)
Così Diodoro.-
368: essendo i Cartaginesi colpiti dalla solita pestilenza e avendo la solita ribellione dei Libici ... Dionisio con 300 triremi, 30.000 fanti ( etc ) marciò contro il territorio dei Cartaginesi e lo devastò. Arrivò al Lilibeo e solo qui trovò molti soldati. (nda. La Sicilia cartaginese è sguarnita perché si combatte in Sardegna ). Sentendo che gli arsenali erano distrutti, Dionisio pensò che lo fosse anche la flotta. Lasciò 130 triremi, le migliori, nel porto di Erice e tornò a casa. Piombarono ad Erice 200 triremi cartaginesi e distrussero quelle siracusane. Datosi che era arrivato l’inverno i due eserciti stipularono una tregua e tornarono nelle loro città.
(nda:-In questo scontro, ad Erice in Sicilia, dovrebbe morire il magonide Amilcare)
Cosa ci ha ricordato Giustino da memorizzare?
2 1 Frattanto Amilcare fu ucciso durante la guerra in Sicilia e lasciò tre figli : Imilcone , Annone e Giscone . 2 Anche Asdrubale ebbe lo stesso numero di figli : Annibale , Asdrubale e Safone. 3 Da costoro erano retti gli affari dei Cartaginesi in quel periodo. (nda Niente Suffeti)
Amilcare, quindi, lasciò 3 figli: Imilcone, Annone e Giscone.
Seguiamo Giustino:7 In Sicilia, al posto di Amilcare, subentrò Imilcone che, dopo aver vinto numerose battaglie per mare e per terra e dopo aver conquistato molte città, perse improvvisamente l’esercito per la violenza dell’influsso pestilenziale di una stella.
Piccolo chiarimento: ad Erice, nel 368, morì Amilcare e il comando passò al figlio primogenito Imilcone. Le successive guerre di Imilcone non avverranno in Sicilia. Si combatterà in Sardegna.
In Sicilia non ci sono scontri tra Cartaginesi e Siracusani fino al 348. (Per Diodoro è il 345). In questo anno ritroviamo il secondogenito del magonide Amilcare, Annone, che porta in Sicilia 150 navi da guerra, 50.000 fanti, 1000 cavalieri, 300 carri con l’intenzione di occuparne un altro pezzo. Abbiamo due figli di Amilcare impegnati: Imilcone in Sardegna mentre Annone è in Sicilia. Timoleonte, da Corinto, corre in aiuto di Siracusa guidato da una FIACCOLA in cielo. Quella Fiaccola in Cielo dovrebbe essere la Stella pestilenziale che decimerà l’esercito di Imilcone in Sardegna. Imilcone torna a Cartagine sconfitto dalla peste mentre il fratello Annone si trova a Siracusa.
Giustino ci ha ricordato che: 3 Da costoro erano retti gli affari dei Cartaginesi in quel periodo. 4 Si fece guerra ai Mauri e si combattè contro i Numidi e gli Africani furono costretti a restituire a Cartagine il tributo pagato per la fondazione della città 5 Dopo, poichè una così potente famiglia di condottieri era pericolosa per una libera città , dal momento che nello stesso tempo essi giudicavano e facevano ogni cosa , furono scelti cento giudici fra i membri del consiglio 6 che esigessero il rendiconto delle imprese compiute dai comandanti che ritornavano dalla guerra affinché, essi, per questo timore badassero ai comandi militari allo stesso modo come in patria avevano l’occhio ai giudici e alle leggi.
Diodoro ci ricorda che Annone lasciò Siracusa, lasciò l’esercito al sicuro, e si precipitò a Cartagine ma fu esiliato. Nel 348 per Livio, il 345 per Diodoro, a Cartagine troviamo il Consiglio dei 100. Gli Ambasciatori cartaginesi vanno a Roma per la prima volta e fu redatto il famoso I° Trattato di Livio, di Diodoro e di Orosio.
Per concludere: nella mia ricostruzione sottolineo che ad Imera, in Sicilia, muore Amilcare figlio di Annone e di una siracusana. Non ci sarà nessun Imilcone fino al 406. Nel 410 troviamo un Annibale considerato il più grande comandante che Cartagine avesse avuto fino a quel momento; posso escludere tranquillamente Malco, Magone e i due Magonidi prima del 410.
Con lo scontro di Erice, in Sicilia, nel 368 si può ipotizzare la morte del magonide Amilcare e il passaggio dei poteri al figlio Imilcone. Con la tregua successiva e con il rientro a Cartagine, e a Siracusa, dei due eserciti posso ipotizzare che Dionisio … ricorda la profezia che lo riguarda:- sarebbe morto quando avrebbe prevalso sui migliori. Per Dionisio i migliori erano i Cartaginesi e ogni qual volta era arrivato sul punto di sconfiggerli… li lasciava andare. Purtroppo, per lui, la profezia riguardava la poesia. Inoltre: mi sono ritrovato, in Diodoro, con un Timoleonte da Corinto al posto del Leonida di Giustino ( stessa radice del nome LEON).
Nell’anno 348, per Livio, 345 per Diodoro qualcosa cadde dal cielo.
Paolo Orosio, altro storico latino, a riguardo ci ricorda:
III 71 memorandum etiam inter mala censeo primum illud ictum cum cartaginiensibus foedus...
III 71 ritengo che anche il primo trattato che in quel tempo venne stipulato con i Cartaginesi si debba annoverare tra i mali soprattutto perchè da esso provennero sciagure che ebbero inizio immediatamente dopo. 2 402 anni dopo la fondazione di Roma furono mandati ambasciatori a Roma e fu firmato un trattato. 3 Le testimonianze della storia, l'infamia gettata sui luoghi e l'abominio decretato contro i giorni in cui quei fatti accaddero, attestano la grandine di mali e le ininterrotte tenebre di incessanti sciagure che seguirono l'arrivo dei Cartaginesi in Italia.
Si vide la notte estendersi per la maggior parte del giorno e una grandine di chicchi grossi come pietre cadde dalle nubi a lapidar la terra..
Per vederci chiaro ho cercato un sito dove sono elencati molti disastri naturali. Ho trovato che, nel 300 aC circa, l’area dell’attuale New York fu spazzata da uno tsunami causato dalla caduta di un asteroide di 100 metri di diametro. L’onda del sisma, stimata alta 20 metri, risalì il fiume Hudson per circa 50 Km.

Diodoro ci ricorda del tentativo del greco Pentatlo, di Cidno , di occupare la zona di capo Lilibeo nel 580. E’ un Eraclide (discendente di Ercole) venuto a reclamare la terra degli Elimi.
A Mozia, in quel periodo, dopo un incendio, fu edificata una cinta di mura.
Solo con quest’incendio di Mozia dimostrano la conquista della Sicilia da parte di Malco. Sono perlpesso.

Diodoro racconta le vicende di Magone fino alla sua morte in battaglia dove l’esercito cartaginese fu sconfitto da Dionisio. I Cartaginesi seppellirono sontuosamente il re Magone e, al suo posto, elessero comandante il figlio, giovanissimo ma pieno di orgo glio e di singolare valore. Egli trascorse tutto il tempo della tregua addestran do ed esercitando i soldati; rese l’esercito docile ed efficiente allenandolo alle fatiche, esortandolo con le parole, esercitandolo nelle armi. Scaduto il tempo della tregua, entrambi schierarono gli eserciti e vennero a battaglia pieni di ardore. Vi fu uno scontro violento presso la località chiamata Cronio e, con decisione inversa, la divinità volle compensare con una vittoria la sconfitta dei Cartaginesi. Diodoro non ci segnala il nome di questo figlio di Magone. Non è difficile riconoscere l’Asdrubale che morirà in Sardegna.

Questo è il quadro storico. Le fonti sono sempre le stesse. Tutti gli storici sono concordi. Per me, solo per me, non quadra. Non è normale avere, prima, Magone e i due Magoni e, dopo un secolo, ritrovarsi con un Annibale presentato come il più grande condottiero cartaginese per aver distrutto due città siciliane mentre i Siracusani erano impegnati in Grecia. Non è normale chiamare in causa Leonida e Dario I e ritrovarsi con Timoleonte da Corinto e con i postumi della Grande Peste.
Non si può utilizzare Giustino per Malco, Magone e i due Magonidi e ignorare lo stesso Giustino quando ci narra che, contemporaneamente a questi grandi personaggi cartaginesi, i Focesi sconfiggevano gli eserciti cartaginesi e ritrovare i trofei delle vittorie nell’Oracolo di Delfi.
Non è normale che, per avallare il quadro, si tiri in ballo il trattato di Polibio del 509, del quale ne a Roma nè a Cartagine ne sapevano nulla gli addetti agli affari internazionali. Non è normale proporre il trattato di Polibio e ignorare completamente quanto riporta Tito Livio riguardo ai Trattati tra Roma e Cartagine.
Gli archeologi, di solito, trovano le inumazioni cartaginesi. Ad un certo punto si ritroveranno con delle incenerizioni molto frettolose. Credo che, con le pestilenze, le sepolture siano particolari.
Diodoro Siculo è uno STORICO. Gustino è un epitomatore: fa il riassunto dello storico Pompeo Trogo. Ricordiamocene.



Bibliografia:

Diodoro Siculo: “Biblioteca Storica” - Editore Sellerio - Palermo
M.Giuniano Giustino: “ Storie filippiche” - Luigi Santi Amantini - Editore Rusconi

Dal WEB è possibile scaricare una monografia, in pdf, dal titolo:

-LA SARDEGNA NELLE MIRE DEI CARTAGINESI-
Autori del lavoro: Rolando Berretta e Tonino Pischedda.



Rolando Berretta