martedì 8 luglio 2014

CARTOGRAFIA ANTICA - IL SEGRETO DELLE CARTE PORTOLANE: LE CROCI

Le Carte Portolane andrebbero lette con più attenzione.


Di solito si vedono due giri di compasso. Facilmente possiamo ricavare un altro giro di compasso al centro.
Il nuovo giro di compasso presenta uno sviluppo a CROCE; quelli sarebbero i meridiani e i paralleli; strano ma vero!
Grazioso Benincasa presenta il giro di compasso centrale, leggasi con meridiani e paralleli, da quel giro si ricavano facilmente gli altri due.

Provate a cercare di leggere (vedere) i meridiani e i paralleli nella croce centrale.

Questa è la realtà dei Portolani:


Dopo aver preso pratica con i due giri di compasso, dopo aver scovato il giro centrale e dopo aver capito che li ci sono i meridiani e i paralleli precisi, dopo tutto ciò ci accorgiamo che dalle Baleari al M.Nero possiamo misurare in gradi. Dalle Baleari, verso ovest, c’è un’altra inclinazione. Quell’inclinazione è corretta geograficamente.                      
Per capire tutto ciò….
… affrontiamo il problema vero: 

Quanti si sono messi a disegnare schemi? Se non si abitua l’occhio, e la mente, a quelle linee non si va da nessuna parte.

Oggi si usa un metodo più sbrigativo e intellettuale. Si prendono due punti delle carte e le si misurano direttamente. Si riempiono pagine scritte di formule matematiche per dimostrare … il nulla.


E’ evidente che sulle Baleari c’è qualcosa  di sbagliato.
Noi, dal Passato, abbiamo ricevuto delle carte sicuramente. Carte sin troppo precise. La letteratura ci ricorda di un certo Marino di Tiro.  
Claudio Tolomeo muove diversi rimproveri a Marino di Tiro, ed ai suoi contemporanei, per  aver disegnato carte con meridiani e paralleli tutti dritti e uguali tra loro…
Ed io mi sono ritrovato con questo strano planisfero.


Un planisfero suddiviso in 80 meridiani da 4,5 gradi. 80 settori di meridiano. Unica conferma storica la fornisce Toscanelli. Davanti a Lisbona ci sono 26 settori da 250 miglia. Se i settori sono 80,  e se sono da 250 miglia romane,  il conto si fa facilmente: sono 20.000 in totale. (Basta, poi convertire in Km ).
A questo punto è fondamentale cercare la causa dell’errore. Sicuramente hanno messo insieme carte con scale diverse. Sul planisfero di Marino di Tiro c’è finita qualche carta sbagliata.
Allora si cerca di capire il perché e.. si arriva a un tale Pietro Vesconte


Bellisima carta fino alla Sardegna. Solita inclinazione sbagliata di una quarta di vento.
Come faccio, adesso, a spiegarvi la causa di tanti errori se non avete pratica con gli schemi?

Pietro Vesconte riporta l’errore. Ha disegnato la ragnatela non sulle 16 direzioni principali della bussola ma sulle altre 16, quelle che originano le croci. Adesso la Penisola Iberica sarebbe corretta geograficamente ma

Il resto del Mediterraneo prenderà una strana inclinazione….

Ma… dico io…

Come si fa a mettere, per forza, delle carte con una loro scala precisa precisa, sull’antico planisfero di Marino di Tiro?   Mi hanno stravolto tutto. 15 anni di lavoro inutili. E mi ritrovo tutto spostato di 4,5 gradi immediatamente. Adesso le isole Canarie sono perfettamente sovrapponibili.  (Bella, lassù, Alessandria!)
Le due Penisole Iberiche sono, comunque diverse. Coincide solo l’orientamento. 


Tutto questo per dire che le carte c’erano. C’erano gli schemi. E’ sicuramente -non vero-  che i grandi navigatori andassero in giro a cartografare interi continenti. 

Rolando Berretta

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