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venerdì 5 ottobre 2012

Archeologia: Creta, trovato edificio minoico di 3500 anni fa

(di Demetrio Manolitsakis) - ATENE, 4 OTT - Un incontro fortuito, avvenuto nel 1982, fra il noto archeologo greco Yannis Sakellarakis e un pastore cretese e' all'origine di una scoperta archeologica di eccezionale importanza. Si tratta di Zominthos, un insediamento del periodo minoico nell'omonimo altopiano a 1.187 metri sul livello di mare, alle pendici dello Psiloritis, il monte piu' alto di Creta, e a circa otto chilometri dal villaggio di Anogia, sulla strada che portava da Cnossos all'Ideon Andron, la grotta dove secondo la mitologia nacque Zeus. Il pastore, che viveva ad Anogia, invito' l'archeologo - allora impegnato in alcuni scavi nella zona - a visitare il terreno di pascolo del suo gregge che si trovava appunto a Zominthos. Il nome era sufficiente per far sospettare ad un esperto come Sakellarakis che forse qualcosa di importante si trovava in quella località dal nome antico. Infatti, recatosi a Zominthos il giorno seguente, si rese conto di trovarsi davanti ad un insediamento di epoca minoica i cui resti erano nascosti da una folta vegetazione. Un anno dopo, nell'estate del 1983, Sakellarakis insieme con la collega Efi Sapouna–Sakellaraki (sua compagna di vita e di lavoro) avvio' i primi scavi durati fino al 1990, poi ripresi nel 2004 e tuttora in corso.


Notizia completa: http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/rubriche/cultura/2012/10/04/Archeologia-Creta-trovato-edificio-minoico-3500-anni-fa_7575516.html

sabato 30 giugno 2012

Archeologia: in Siria scoperta una "Stonehenge" di 10mila anni fa



(AGI) - Toronto, 27 giu. - Potrebbe essere una nuova Stonehenge l'area ritrovata in Siria, risalente probabilmente a circa 10mila anni fa. Le misteriose rovine trovate a 50 miglia a nord di Damasco, chiamate "il paesaggio dei morti", pero', non possono essere esplorate a causa del conflitto in corso in questa regione

NOTIZIA COMPLETA:
http://www.agi.it/estero/notizie/201206271509-est-rt10199-archeologia_in_siria_scoperta_una_stonehenge_di_10mila_anni_fa

domenica 19 febbraio 2012

È MORTO GIOVANNI LILLIU IL PADRE DELL’ARCHEOLOGIA SARDA



Oggi all’età di quasi 98 anni è morto l’archeologo Giovanni Lilliu la cui fama fu legata soprattutto allo scavo che diresse negli anni ’50 del grande nuraghe “Su Nuraxi ” di Barumini, divenuto nel 2000 patrimonio dell’Unesco.
Accademico dei Lincei e autore di numerosi testi sulla civiltà sarda prenuragica e, soprattutto, nuragica, ha sviluppato una teoria sull’organizzazione sociale e militare della Sardegna preistorica che ancora oggi è condivisa dal mondo accademico.
Pur non essendo pienamente d’accordo con le sue conclusioni, salutiamo il decano dell’archeologia sarda al quale va comunque riconosciuto il grande merito di aver portato agli onori della scienza internazionale il patrimonio storico ed archeologico della nostra bellissima isola.

Il Mulino del Tempo

domenica 1 gennaio 2012

I Giganti di Mont‘e Prama continuano il loro lungo viaggio

Tempo addietro, a Sassari, in occasione del termine del restauro dei Giganti di Mont’e Prama e’ stato firmato il protocollo d’intesa per la definizione dei programmi di valorizzazione del complesso scultoreo. Sulla destinazione di questi testimoni della storia isolana, nonostante alcune polemiche, si sa che sarà creato “Sistema Museale di Mont’e Prama” e che parte delle statue saranno inviate al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, alcune torneranno in quella che era la loro sede naturale, Cabras, in locali ancora in via di allestimento, ed infine una parte rimarrà nei saloni del Centro Restauro di Li Punti a Sassari. Nei particolari:


NOTIZIA COMPLETA:

giovedì 17 novembre 2011

Archeologia, decifrata un'iscrizione crociata in caratteri arabi



Nel testo inciso su una pietra proveniente
dall'antico porto di Giaffa, il primo del genere trovato in tutto il Medio Oriente, uno studioso israeliano ha letto fra l'altro «Federico II re di Gerusalemme, nell'anno 1299 dalla resurrezione del nostro signore Gesù il Messia»


sabato 5 novembre 2011

Archeologia: scoperta la 'dama con gli orecchini' dell'eta' d'oro dei Longobardi

La foto è a carattere dimostrativo


Una ''dama con gli orecchini'' di eta' longobarda e' stata scoperta durante una serie di scavi a Lucca. E' tornata, infatti, alla luce una tomba dell'aristocrazia femminile, databile fra il 600 e il 650, culmine del periodo d'oro dei Longobardi, durante le indagini archeologiche condotte in via Elisa, preliminari alla ristrutturazione di Casa Betania, di proprieta' della Congregazione delle Suore Ministre degli Infermi.


Notizia completa: http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cultura/Archeologia-scoperta-la-dama-con-gli-orecchini-delleta-doro-dei-Longobardi_312611155422.html

domenica 9 ottobre 2011

Archeologia: Sardegna, ad Arbus scoperto scheletro di 8500 anni fa


La foto è a carattere dimostrativo

Adnkronos
Cagliari, 8 ott. - (Adnkronos) - Importante scoperta archeologica nella marina di Arbus, in provincia del Medio Campidano, dove in un sito archeologico già conosciuto, è stato trovato uno scheletro umano risalente, secondo le prime stime a circa 8500 anni fa, dell'olocene.





Notizia completa:

lunedì 3 ottobre 2011

UNA MERIDIANA STAGIONALE DI 4000 ANNI FA NEL DERBYSHIRE



Nella località turistica inglese di Gardom’s Edge nel Derbyshire Peak District è presente una pietra eretta alta 2,2 m che, secondo gli esperti, potrebbe essere in realtà una meridiana stagionale risalente a  4000 anni fa.
Il sito è stato studiato dagli astronomi e dagli storici del paesaggio della Nottingham Trent University che presenteranno a breve i risultati del loro lavoro durante la conferenza culturale prevista in Portogallo.
Durante la realizzazione di questo progetto sono stati condotti degli studi relativi al rilievo e all’analisi dell’orientamento della pietra, adiacente ad un complesso neolitico, tenendo ovviamente conto del processo di erosione della stessa nel corso dei secoli. Gli studiosi hanno condotto i loro studi a metà estate, analizzando l’orientamento e l’ombra della pietra in relazione all’inclinazione dei raggi solari. Sono infine giunti alla conclusione che, durante il Neolitico, si utilizzasse l’ombra dello spigolo di tale pietra per marcare le stagioni al fine di identificare il periodo adatto per le migrazioni stagionali.
Nel Peak District le pietre erette isolate sono piuttosto rare e un possibile uso come meridiana stagionale rappresenterebbe un fatto unico in tutte le isole britanniche.


Fabrizio e Giovanna



Fonte: http://www.stonepages.com/news/archives/004532.html

venerdì 30 settembre 2011

Archeologia, straordinaria scoperta dei sub della Guardia Costiera

La foto è a carattere dimostrativo


PORTO TORRES. Importante scoperta archeologica nella acque dell'Asinara. Due giorni fa i subacquei del quarto nucleo della Guardia Costiera di stanza a Cagliari, impegnati in un controllo ambientale, si sono imbattuti in uno straordinario reperto di origine punica adagiato sul fondale a una ventina di metri di profondità. Il frammento è parte di un bacile in terracotta dalla forma umana: presenta due fori in corrispondenza degli occhi, un naso abbozzato ma ben visibile e una sporgenza trasversale nella parte superiore che, secondo gli esperti, potrebbe rappresentare un copricapo


Notizia completa: http://www.sassarinotizie.com/articolo-7197-archeologia_straordinaria_scoperta_dei_sub_della_guardia_costiera.aspx

martedì 20 settembre 2011

Archeologia: e' morto Jean Leclant, egittologo di fama mondiale

Parigi, 19 set. - (Adnkronos) - L'archeologo francese Jean Leclant, egittologo di primo piano a livello internazionale e autore di importanti scoperte sulla civilta' dei faraoni a Saqqara, e' morto nella sua casa di Parigi all'eta' di 91 anni. La messa funebre sara' celebrata nella chiesa di Saint-Germain-des-Pres venerdi' 23 settembre alle ore 14.30, seguita dall'inumazione della salma nel cimitero di Montparnasse. Fin dai primi anni Cinquanta, Leclant ha effettuato scavi e scoperte fondamentali a Saqqara e in altri siti egiziani a sud del Cairo, nonche' in Sudan e in Etiopia, documentati in approfondite ed esaurienti relazioni. In oltre 50 di scavi e studi, ha esteso le sue indagini a tutta la civilta' dell'Egitto antico, dalle origini alla decadenza.


Notizia completa:  http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cultura/Archeologia-e-morto-Jean-Leclant-egittologo-di-fama-mondiale_312464728081.html

sabato 17 settembre 2011

ARCHEOLOGIA: MARINAI DELL'ERA GLACIALE NELLA GRECIA PREISTORICA




Una nuova tecnica di datazione dell’ossidiana, suggerisce che già prima della fine dell’ultima glaciazione dei naviganti possano aver viaggiato nel mar Egeo in cerca del prezioso vetro vulcanico, unica materia prima adatta alla fabbricazione di strumenti taglienti e utensili adatti al lavoro prima dell’età del bronzo.

Nicolaos Lascaris, dell'Università dell'Egeo ha spiegato che nel territorio della Grecia l’ossidiana è  presente solo nelle isole  di Melos, Antiparos e Yali ed è convinto che in quelle zone si svolgessero delle attività estrattive circa 15000 anni fa.

Secondo il parere del ricercatore greco, “l’oro nero” dell’antichità si sarebbe poi diffuso dalle aree di estrazione a tutto il mar Egeo e nel continente attraverso i contatti commerciali.
Per poter ottenere degli strumenti taglienti prima dell’età del bronzo era necessario reperire l’ossidiana in luoghi come l’isola di Melos che erano raggiungibili solo attraverso l’uso di un’imbarcazione.
Nicolaos Lascaris, dice che le  prove che degli antichi marinai navigassero attraverso le isole egee proviene dal ritrovamento di manufatti di ossidiana nella grotta Franchthi nella penisola del Peloponneso, molto lontana da Melos.

Diverse analisi biochimiche hanno dimostrato che i reperti in esame provengono da Melos, la loro datazione è ancora oggetto di discussione tra gli studiosi.

Laskaris, che di recente ha pubblicato con i suoi colleghi un articolo sulla scoperta nel Journal Archaeological Science, afferma che si trattava di marinai, i quali sicuramente dall’isola egea riuscirono a raggiungere l’Asia Minore e la Grecia continentale passando attraverso le isolette;  la certezza  di precedenti contatti con le zone costiere  è fornita dalla presenza di ossidiana nella grotta di Franchthi datata all’8500 a.C.

Il metodo utilizzato dagli studiosi si basa sulla datazione dell’ossidiana attraverso il suo stato di idratazione (OHD) combinato con una recente tecnica, meglio conosciuta come spettrometria di massa di ioni secondari di saturazione della superficie (SIMS-SS) che determina la quantità di acqua penetrata nelle superfici di ossidiana esposte all’aria dai nostri antenati per costruire utensili e armi.
Ellery Frahm, ricercatore  della University of Minnesota e presidente eletto dell'Associazione Internazionale per gli Studi Obsidian, spiega che una superficie di ossidiana appena scheggiata contiene microscopiche crepe nelle quali l’acqua si deposita nel corso dei secoli; quella stessa acqua, scendendo sempre più in profondità, lascia ovviamente delle tracce, ma, secondo lo studioso, il metodo OHD da solo non basta per fornire una datazione attendibile.

Le motivazioni più importanti di tali limiti sono essenzialmente due, il primo riguarda la difficoltà di esaminare al microscopio una superficie irregolare come quella dell’ossidiana scheggiata per vedere quanto in profondità sia entrata l’acqua, mentre la seconda si riferisce alla difficoltà di trovare il vero fronte di diffusione dell’acqua all’interno della roccia a causa del fenomeno ottico della rifrazione.
Unendo le due nuove tecniche (OHD e SIMS-SS) secondo gli scienziati è invece possibile determinare l’esatta quantità di acqua penetrata nella roccia e la sua profondità. 

Il processo viene così illustrato da Frahm: "SIMS può misurare direttamente l'acqua all’interno dell’ ossidiana oltre una certa profondità mentre un fascio di particelle rimuove gli ioni dall’ ossidiana in strati estremamente sottili, e misura individualmente la composizione degli strati, come se fossero buccia di cipolla". In questo modo il cambiamento nel contenuto di acqua può essere tracciato in profondità rivelando esattamente il suo cambiamento nel corso dei secoli.

Utilizzando il nuovo metodo SIM-SS, l’equipe di Laskaris è riuscita a dimostrare che l’ ossidiana di Melos si trovasse sulla terraferma grazie ai traffici di  antichi marinai molto prima della datazione ufficiale anche se rimane ancora il mistero sul tipo di imbarcazioni utilizzate.



Fabrizio e Giovanna

Notizia originale:

martedì 6 settembre 2011

ARCHEOLOGIA: E’ stato rintracciato per la prima volta il Tempio di Traiano e Plotina a Roma

Entusiasmante scoperta nel mondo dell’archeologia: la posizione dell’elusivoTempio di Traiano e Plotina a Roma è stata finalmente identificata. Le tecnologie di ricerca più avanzate hanno permesso di stabilire che il celebre Tempio, voluto dall’imperatore Adriano per onorare i suoi genitori, si sarebbe trovato leggermente a Nord-Ovest rispetto alla Colonna Traiana. Ma le ricerche sono andate oltre e hanno permesso di stabilire che il luogo di culto avesse anche sei colonne nella parte frontale. Tuttavia non entusiasmatevi troppo: il tempio è purtroppo andato perduto, per ora ne rimangono tracce solo nelle ricostruzioni virtuali.


News completa: http://www.apollodoro.it/articolo/e-stato-rintracciato-per-la-prima-volta-il-tempio-di-traiano-e-plotina-a-roma/2061/

ARCHEOLOGIA: MISSIONE ITALIANA SCOPRE NAVE THAILANDESE IN GIAPPONE

(AGI) - Napoli, 5 set. - Una imbarcazione mercantile thailandese, databile tra la fine del XVI secolo e l'inizio del XVII, e' la scoperta piu' clamorosa della missione archeologica italiana in Giappone, l'unica occidentale autorizzata in quel paese, diretta da Daniele Petrella. Il 30 agosto e' giunta al termine la terza campagna di scavo della missione cofinanziata e sostenuta dal Ministero degli Affari Esteri, dalla Nippon Foundation, dalla Camera di Commercio di Napoli, dalla Soprintendenza del Mare della Regione Sicilia, dall'Universita' di Bologna Alma Mater Studiorum e dalla Sovrintendenza ai Beni Archeologici per la provincia di Trapani.




News completa: http://www.agi.it/napoli/notizie/201109051630-cro-rt10158-archeologia_misione_italiana_scopre_nave_thailandese_in_giappone

sabato 3 settembre 2011

ARCHEOLOGIA: Identificato il tempio di Traiano e Plotina


Nuove indagini archeologiche hanno consentito di localizzare l'edificio voluto da Adriano per celebrare i «genitori»


Le architetture di Roma antica più difficili da ricostruire sono quelle del Foro di Traiano, con la basilica, le biblioteche ai lati della colonna e l'ingresso al Foro. A essi da anni stanno lavorando gli archeologi della Soprintendenza comunale. Ancora più arduo è capire se, davanti a questo ingresso, sorgevano isolati di abitazioni o una piazza con al centro il tempio dei divi Traiano e Plotina, eretti da Adriano. L'origine dell'identificazione è avventa quando sono stato invitato a visitare i sotterranei di Palazzo Valentini. Lì ho visto le possenti volte di cui era noto un rilievo, che abbiamo constatato essere esatto. Queste strutture, in asse con il Foro, sono parse a me e all'allievo Fabio Cavallero


Articolo completo: http://www.corriere.it/cultura/11_settembre_02/carandini-tempio-traiano-plotina_9460a742-d569-11e0-b96a-5869f8404a57.shtml

martedì 30 agosto 2011

Archeologia, trovata a Gerusalemme una daga romana completa di fodero


Eccezionale scoperta nell'ambito degli scavi
in un antichissimo canale di drenaggio vicino
al tempio di Salomone: una spada romana del I secolo dopo Cristo. Rinvenuta anche una
pietra che reca l'incisione del tradizionale candelabro ebraico, però a cinque braccia e non a sette
.


Una spada appartenuta a un soldato romano, col suo fodero, e l'incisione di una menorah, il candelabro a sette braccia simbolo dell'ebraismo, su un manufatto di pietra: questi gli ultimi reperti del Tempio di Gerusalemme che sono stati trovati durante i lavori che la Israel Antiquities Authority sta compiendo nel canale di drenaggio risalente a duemila anni fa, tra la città di David e il parco archeologico di Gerusalemme. Il canale, informa un servizio del sito internet Istaele.net, venne usato dagli abitanti Gerusalemme come nascondiglio e rifugio dai romani durante la distruzione del Secondo Tempio (I secolo dopo Cristo). 


    News originale: http://www.ilgiornale.it/cultura/archeologia_

sabato 13 agosto 2011

ARCHEOLOGIA: TARQUINIA, SCOPERTA CAMERA SECONDARIA IN TUMULO REGINA

(ASCA) - Roma, 12 ago - Importante scoperta nella Tomba Reale aTarquinia: nel Tumulo della Regina una lastra di pietra sigillava l'ingresso di una nuova tomba etrusca. Dopo 2.700 anni, si legge sul sito della Necropoli di Tarquinia, patrimonio Mondiale dell'Umanita' Unesco, gli archeologi hanno rimosso la lastra di pietra che chiudeva l'accesso a una camera secondaria. Il ritrovamento e' avvenuto durante la quarta campagna di scavo dell'Universita' degli Studi di Torino, della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria Meridionale e della Citta' di Tarquinia


leggi news originale: http://www.asca.it/regioni-ARCHEOLOGIA__TARQUINIA__SCOPERTA_CAMERA_SECONDARIA_IN_TUMULO_REGINA-627611--.html

venerdì 5 agosto 2011

ARCHEOLOGIA: Bronzetti Nuragici a Vetulonia



 
L'appuntamento è per venerdì 5 in Piazza Vetluna a Vetulonia, con la conferenza dell'archeologo Matteo Milletti dedicata ai manufatti artistici in bronzo ritrovati nelle tombe della necropoli
 
La conferenza "Bronzetti Nuragici a Vetulonia" fa parte del tradizionale percorso di conferenze tematiche che accompagna e correda l'itinerario espositivo della mostra "Navi di bronzo - dai Santuari nuragici ai Tumuli etruschi 
Leggi la news originale: 
http://www.provincia.grosseto.it/pages/scheda_evento.jsp?idevnt=24365

giovedì 28 luglio 2011

Archeologia: italiani trovano tomba apostolo Filippo in Turchia

Ankara, 27 lug. (Adnkronos) - Un team di archeologi italiani, guidati Francesco D'andra, ha scoperto in Turchia la tomba dell'apostolo Filippo. Lo riferisce l'agenzia semiufficiale turca Anadolou, spiegando che il ritrovamento e' avvenuto nel sito delle rovine di Hierapolis (Pamukkale), nella provincia sud occidentale di Denizli.




Leggi la news: http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cultura/Archeologia-italiani-trovano-tomba-apostolo-Filippo-in-Turchia_312289042569.html

mercoledì 27 luglio 2011

SENSAZIONALE SCOPERTA ARCHEOLOGICA IN BOSNIA-ERZEGOVINA: UNA TIPOLOGIA DI TOMBA MAI VISTA PRIMA


Runa Bianca – 26/07/2011 – Il 22 luglio è stata scoperta una tomba, di una tipologia mai vista prima, all’interno di uno dei tunnel Ravne nei pressi della Piramide del Sole del famoso gruppo di piramidi scoperte nel 2005 a Visoko (Bosnia-Erzegovina).
Tomba_disDisegnoLa Fondazione Bosniaca (Archaeological Park: Bosnian Pyramid of the Sun), che cura gli scavi sulle piramidi a Visoko, si  avvale da poco più di un anno della collaborazione di un gruppo italiano di ricerca (SB Research Group) capitanato dal Prof. De Bertolis dell'università di Trieste.
La settimana scorsa la redazione di Runa Bianca è stata contattata dal Prof. De Bertolis per avvalersi della collaborazione dell'Arch. Vincenzo Di Gregorio e di alcune apparecchiature tra cui anche un georadar sofisticato costruito nelle officine di Pisa.
Già in passato negli stessi luoghi altri avevano tentato di scandagliare con dei georadar il terreno, ma con poca fortuna. Grazie invece al georadar in dotazione e con l'esperienza di Di Gregorio si è riusciti ad individuare un'anomalia posta sotto il piano di calpestio di un tratto dei tunnel Ravne.

Leggi la news:

giovedì 21 luglio 2011

Archeologia- scoperta tomba del VII sec A.C. a Caporciano


Nuove scoperte archeologiche sull’altopiano di Caporciano a cura dell'archeologo Vincenzo D'Ercole - il 4 agosto un incontro pubblico al Municipio di Caporciano.
L’Aquila 19 luglio 2011 - Una grande tomba a fossa risalente al VII secolo a.C. di tre metri per cinque è l’ultima scoperta effettuata dall’equipe dell’archeologo della Soprintendenza abruzzese Vincenzo d’Ercole nella piana di Caporciano. Si tratta di un rinvenimento molto importante perché dal ricco corredo funebre rinvenuto si può ipotizzare che il defunto fosse un guerriero di rango. La tomba, infatti, ci ha restituito due pugnali, cinque lance, una mazza ferrata come oggetti da guerra; sono stati puoi rinvenuti un grande “dolio” per il vino con una capienza di almeno un ettolitro, due brocche in bronzo provenienti dal sud dell’Etruria, dei bastoncini con i resti di scarponi o ramponi per potersi spostare agevolmente sulla neve o sul ghiaccio.

new completa: 
http://www.giornaledimontesilvano.com/cultura/34-cultura/8691-nuove-scoperte-archeologiche-sullaltopiano-di-caporciano-.html